Il grongo dalla costa rocciosa

Il grongo (Conger conger) è un pesce poco conosciuto e poco amato dai pescatori italiani, eppure può essere una preda interessante sotto il lato sportivo. Lo pescheremo dalle coste rocciose a surfcasting e rockfishing

Tra i pesci che il Mediterraneo ci offre dalle sue coste rocciose c’è una specie che non va assolutamente sottovalutata. Predatore al vertice della catena alimentare, il grongo è il “serpentone” del mare che si muove sinuoso tra buche e anfratti alla ricerca di una scia odorosa che lo porta inevitabilmente a riempirsi la pancia con le malcapitate prede. Su questo predatore sono nate vere leggende ancora oggi raccontate dai vecchi pescatori e che suscitano sempre un certo stupore ma tanto, tanto fascino. Leggende a parte, nella pesca sportiva il grongo è spesso considerato una preda ”minore” soprattutto per via delle fattezze che scoraggiano le massaie a cucinarle. Eppure la carne è buona e per noi pescatori è un degno avversario.

CHI È IL GRONGO

NOME SCIENTIFICO: Conger conger

ORDINE: Anguilliformes

FAMIGLIA: Congridae

MORFOLOGIA: ha l’aspetto tipico degli Anguilliformi con pinne dorsale, caudale e anale unite, simili a quelle di un’anguilla. Presenta una pelle liscia e senza scaglie. Gli occhi sono abbastanza piccoli e sono separati da un ampio spazio piatto. Muso allungato, bocca ampia (raggiunge il centro dell’occhio), dotata di due file di denti, con labbra grandi. La mascella è sporgente sulla mandibola. Il colore è variabile, da beige a quasi nero (gli esemplari che vivono su fondi duri sono di solito più scuri) con ventre bianco. Una fila di macchiette bianche è allineata lungo la linea laterale. La pinna impari è bordata di nero. Può raggiungere dimensioni gigantesche ma di solito non misura più di un metro.

DISTRIBUZIONE: diffuso nell’Oceano Atlantico, dalla Norvegia al Senegal, nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero occidentale. Molto comune nei mari italiani, si incontra da profondità minime di pochi centimetri fino a 300 metri. Sono stati catturati esemplari anche a oltre 1.100 metri. Frequente tra gli scogli e nei relitti ma si può incontrare spesso anche su fondi mobili.

HABITAT: vive negli anfratti rocciosi dai quali esce di notte per cacciare. Una volta insediatosi in una tana è raro che si allontani da essa. È il tipico abitatore dei relitti posati su fondali sabbiosi o fangosi.

RIPRODUZIONE: avviene in estate. Pare che i gronghi si riproducano solamente in luoghi ben precisi (uno di questi è stato identificato in Sardegna, un altro tra Gibilterra e le Isole Azzorre), a profondità superiori ai 500 metri.

PESCE MANGIA TUTTO Il grongo si trova a proprio agio sia sottocosta sia a batimetriche importanti. Ama sostare in buche tra le rocce o i relitti, che erige a dimora fissa, da cui però si allontana anche di molto alla ricerca di cibo. Mangia qualunque cosa gli capiti a tiro, dai pesci morti ai molluschi, ma è anche un cacciatore: a dimostrazione di questa abitudine sta il fatto che nel suo stomaco, al momento di pulirlo, può capitare di trovare tordi, saraghi e salpe. Di fatto il grongo non è per niente sospettoso e si lancia deciso sull’esca, che ingoia senza alcuna remora. Successivamente, nel caso in cui riuscisse a tagliare il terminale, può tornare a mangiare un innesco subito dopo! La notte è il suo regno ed è il momento nel quale diventa spazzino e vero predatore: controlla il suo territorio, silenzioso e con i sensi in allerta, aspettando l’occasione per sferrare il suo micidiale attacco. Ha carattere tranquillo e difficilmente tenta di mordere ma è sempre meglio tenere le dita lontano dalla sua bocca. La dentatura seghettata che orna le fauci del grongo danneggia facilmente qualsiasi montatura gli capiti di masticare ma, se l’esemplare non è molto grande, una lenza di diametro generoso è in grado di reggere al morso e allo sfregamento con i denti.

Il grongo può raggiungere taglie gigantesche e non a caso è una preda molto ambita tra chi lo insidia con le tecniche del surfcasting e rockfishing.

QUANDO E DOVE La fase ultima di una scaduta è il momento migliore per cercare di catturare qualche bel grongo. In generale, però, se peschiamo su fondali misti potremo ferrarne in ogni condizione di mare. Su spiaggia aperta questo predatore è decisamente meno frequente, tuttavia se nelle vicinanze c’è roccia, è molto probabile che si faccia vivo Chi sogna il combattimento con il bestione da svariati chili dovrà intensificare le battute nel periodo che va da dicembre a marzo, in cui i grossi gronghi sono più propensi ad avvicinarsi alla costa. Per noi pescatori questa è una gran bella opportunità, poiché l’ultima parte dell’inverno è quasi sempre avara di catture e la possibilità di divertimento offerto dai serpentiformi non è affatto da trascurare.

Tra le esche più indicate, pezzi di grandi molluschi e di pesci oleosi attirano con il loro forte odore il sensibile odorato del grongo.

SURFCASTING E LENZE TOSTE Il grongo è un avversario importante soprattutto per chi pesca a surfcasting, in quanto rappresenta il primo vero passo per prendere confidenza con grosse prede e con l’attrezzatura che servirà anche per pesci serra, lecce e altri avversari considerati di maggior rango. In poche parole, non stiamo parlando di “pescetti” ma di una preda del surfcasting che ha qualità da rispettare. Il grongo, in particolare, ha una forza sproporzionata rispetto al peso e questo tutti gli esperti pescatori lo sanno. Gli incontri con esemplari sopra i tre chili non sono affatto eventi rari e mettono a dura prova, oltre all’attrezzatura, anche il sangue freddo dei surfcaster più giovani che faranno “palestra” con gli Anguilliformi, imparando a dominare la grande scossa di adrenalina che una cattura di rilievo può regalare.

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Renzo Della Valle
Renzo Della Valle
RENZO DELLA VALLE Classe 1960, pesca da una vita in acqua dolce e in mare. Dal 1984 ha iniziato a collaborare come giornalista freelance presso le principali riviste di settore e dal 1994 ha aderito al progetto editoriale del mensile Il Pescatore d’acqua dolce prima come collaboratore e poi come capo redattore. Nel 2009 ha diretto la rivista Pescare. Numerosa e diversificata la produzione di libri e manuali sulla pesca sportiva. Continua a “essere sul pezzo” tenendosi in contatto con i migliori pescatori sportivi italiani e stranieri e fornendo un’informazione aggiornata sull’evoluzione delle tecniche che fanno parte della pesca sportiva.

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