Spinning Club Italia tra passato e futuro

Lo Spinning Club Italia nasce nel 1980 da una felice intuizione del grande pescatore ed esperto di spinning Roberto Cazzola. La volontà di costituire il sodalizio era finalizzata alla diffusione della pesca a spinning e delle numerose tecniche che ne fanno parte e che in quegli anni stavano emergendo, caratterizzando la pesca sportiva italiana. Inoltre la prima associazione di spinning a livello nazionale si proponeva di far sentire a regioni, province, enti e istituzioni le esigenze degli appassionati di esche artificiali che già in quegli anni chiedevano una maggiore salvaguardia delle specie ittiche e, a monte, una difesa fattiva delle acque da inquinamento, bracconaggio, prelievi ittici incontrollati

Spinning club Italia - Logo e stemma

Lo stemma storico dello Spinning Club Italia nel logo del sito istituzionale dell’associazione.

Spinning Club Italia (SCI) rappresenta i pescatori a spinning italiani e in tale ambito è l’associazione sportiva non agonistica italiana con maggiore storia. Nato nel 1980 con l’obiettivo di diffondere le tecniche dello spinning, allora ancora poco conosciute in Italia nella loro pienezza, nel tempo il campo di interesse del sodalizio si è allargato alla tutela di pesci e ambienti. Nei primi anni del suo sviluppo, se da un lato veniva sempre più colmato il gap di nozioni e attrezzature rispetto al passato, dall’altro si assisteva al progressivo costante degrado della situazione ittico-ambientale nazionale. Per tale motivo SCI iniziò a sostenere con impegno crescente le attività e i progetti di tutela condivisi a vario titolo dalle sedi provinciali in cui oggi si articola, favorendo collaborazioni di volontariato con enti e federazioni incaricate della gestione delle acque. Le progettualità messe in campo hanno di regola seguito la seguente linea di indirizzo: partire da interventi destinati alla salvaguardia delle specie ittiche predatrici per estendersi nei limiti del possibile a tutto il relativo habitat. Questo perché esse rivestono una funzione di specie “ombrello”, ossia, poste come sono all’apice della catena alimentare, la loro floridità è garanzia di un complessivo buono stato dell’intero ecosistema di riferimento. In particolare l’associazione ha puntato sulle popolazioni autoctone di salmonidi nelle acque “fredde” e di esocidi nelle acque “calde”.

Obiettivi raggiunti filosofia cattura e rilascia

Da sempre la filosofia del sodalizio è quella di rilasciare ogni specie di pesci, in particolare quelle autoctone.

Obiettivi raggiunti!

Oggi, a 46 anni dalla sua nascita, lo Spinning Club Italia ha raggiunto gran parte di questi obiettivi. Attraverso una struttura sociale organizzata in sedi provinciali (se ne contano ben 24 su tutto il territorio) interloquisce e collabora con FIPSAS, province e enti nella gestione di un incubatoio per la riproduzione di specie ittiche a rischio di estinzione (principalmente trota marmorata e luccio), gestisce o promuove zone a regime di pesca regolamentato col sistema no kill, collabora con le Consulte Provinciali della pesca (delle quali è parte integrante) per l’attuazione di misure minime e periodi di divieto dei pesci da spinning più rispondenti alle reali esigenze vitali di tali specie. Negli anni ‘90, grazie alla collaborazione con una nota azienda di prodotti per la pesca, con un gruppo di volontari Spinning Club Italia ha avviato il “Progetto marmorata” volto al recupero di uova di trota marmorata nel fiume Adda sub lacuale, poi fatte schiudere nell’incubatoio provinciale. Questa attività viene ancora oggi praticata dal Club e negli anni ha permesso di salvare il pregiato endemismo di trota nel fiume lombardo.

Attività sedi e sezioni provinciali

Le sedi provinciali sono attualmente 24, organizzano meeting e gare non competitive con i propri soci di sezione o con quelli delle altre sedi.

Sedi e sezioni provinciali

Per quanto concerne l’attività sociale del Club, ogni sede provinciale organizza serate a tema volte a far conoscere ed approfondire le varie tecniche che caratterizzano lo spinning, promuove raduni e gare per stimolare i propri iscritti a conoscere nuove località per la pesca a lancio e migliorare il proprio bagaglio di conoscenze tecniche, collabora con altre associazioni riconosciute a livello nazionale per stimolare i propri iscritti a una maggiore coesione e una migliore rappresentatività di categoria, col fine ultimo di far sentire le esigenze del pescatore sportivo.

Collaborazione fattiva Mario Narducci presidente Spinning Club Italia

Mario Narducci, presidente Spinning Club Italia.

Tecnica e difesa dei pesci

Diffusione della tecnica sportiva dello spinning e difesa degli ambienti acquatici e dei pesci che li popolano si muovono quindi, per lo SCI, di pari passo. Ma sentiamo dalla viva voce dell’attuale Presidente, Mario Narducci, da cosa è scaturito duplice e inscindibile obiettivo: «Nel 2011 a Roma Spinning Club Italia firmava un protocollo d’intesa col WWF nazionale, rinnovato poi nel 2016. A prima vista un simile accordo potrebbe risultare quantomeno strano: come è possibile che un pescatore e un ecologista possano trovare un terreno di azione comune? Il fatto si spiega in realtà perché esiste un modo di concepire la pesca che la pone come strumento privilegiato per la conservazione dell’integrità degli ecosistemi acquatici. In altri termini possiamo da un lato concepire l’attività di pesca come un gesto puramente ludico svolto su un bene naturale che in fondo si autosostiene. In tal caso essa diventa una delle molte attività umane volte alo sfruttamento dell’acqua che oltretutto per il suo carattere ricreativo risulta di minore importanza, essendo preceduta da quelle di impronta lavorativa. Se invece concepiamo gli habitat naturali come un patrimonio indisponibile dell’intera società, il cui utilizzo deve essere compatibile con il loro mantenersi integri nel tempo, allora possiamo capire come il patrimonio di conoscenze e di passione di chi pesca possa risultare fondamentale e quasi indispensabile alla loro tutela, certo affiancato al ruolo di ittiologi, amministratori ed enti gestori delle acque e dei relativi popolamenti ittici. Ci riferiamo insomma alla figura del pescatore come ”sentinella ambientale”, in grado di rilevare e monitorare in tempo reale le problematiche degli ambienti acquatici, fornire volontariato motivato per progetti di salvaguardia,  collaborare alla verifica sul campo della loro efficacia e utile al presidio di territori altrimenti lasciati a se stessi. Iscriversi allo Spinning Club Italia significa anche sostenere attivamente e condividere queste attività che inseriscono a pieno titolo la pesca fra i soggetti deputati al mantenimento del buono stato ecologico degli ambienti naturali».

Giovani leve non solo a pesca

Il ricambio generazionale è un problema ricorrente nella pesca sportiva, per questo motivo SCI si impegna a organizzare lezioni teoriche e pratiche inerenti non solo lo spinning, ma anche le problematiche ambientali che riguardano le specie ittiche.

Giovani leve, non solo a pesca

Negli anni lo Spinning Club Italia ha compreso che il futuro della pesca dilettantistica nel nostro Paese e quindi anche dello spinning è legato al ricambio generazionale che deve sussistere già a livello scolare. Ricambio generazionale che oggi stenta ad avvicendarsi e che pertanto richiede un intervento sui giovani già nell’età pre adolescenziale. Per questo motivo l’associazione ha cercato una maggiore rappresentatività sul territorio affiliandosi alla FIPSAS che, essendo un’istituzione del CONI, ha potuto garantire la formazione di Istruttori Federali riconosciuti all’interno dello Spinning Club Italia. A tutt’oggi gli Istruttori Federali di spinning sono una ventina e organizzano all’interno del Club corsi di introduzione allo spinning a carattere provinciale. Il “reclutamento” dei corsisti viene quindi attuato principalmente all’interno delle classi dal secondo ciclo della scuola primaria alla secondaria di primo grado e secondo della scuola media, dato che si è visto che i ragazzi di età tra i 10 ai 14 anni sono più sensibili al fascino della pesca sportiva e quindi più propensi a recepire e praticare anche le varie tecniche che fanno parte dello spinning. Ma non solo: alle giovani leve vengono date anche importanti nozioni sulle specie ittiche e sulla difesa fattiva del territorio acqueo, nell’ottica di una maggiore presa di coscienza sulle problematiche ambientali.

Incubatoio di Merlino

Fiore all’occhiello del Club, l’incubatoio di Merlino (LO) produce ogni anno avannotti di trota marmorata e luccio italico che vanno a ripopolare il bacino idrico dell’Adda.

Work in progress

Ma vediamo quali sono le attività più significative che Spinning Club Italia persegue con risultati molto lusinghieri. La più importante è indubbiamente quella che riguarda la gestione dell’incubatorio di Merlino, nel Parco Adda Sud. Risale al 1999 ed è un progetto di salvaguardia della trota marmorata del bacino sub lacuale dell’Adda, avviato dalla sede provinciale dello SCI di Lodi e in collaborazione con le Province di Cremona e Lodi e le relative Fipsas provinciali. L’intervento ha finora impedito l’estinzione della specie come avvenuto in altri corsi lombardi. Al momento SCI ha in comodato d’uso un piccolo incubatoio per la stabulazione delle uova di marmorata recuperate, già di proprietà della Provincia di Cremona e ora di Regione Lombardia. L’impianto è localizzato alle Bocche del Canale Vacchelli, in quanto è stata posta in essere una collaborazione con il Consorzio Irrigazioni Cremonesi (CIC) che gestisce il canale, collaborazione che ha poi portato all’allargamento dell’attività con la costruzione di una “luccera” per la produzione di avannotti di luccio italico e alcune vasche utilizzabili per la produzione di larve di ciprinidi autoctoni.

Un anno pieno di attività sociali

Le attività sociali organizzate a livello nazionale o locale mirano a formare gruppi di Soci con l’intento di far conoscere nuovi spot per lo spinning o più semplicemente favorire lo scambio di informazioni su questa disciplina.

Le attività sociali

Dal punto di vista delle attività sociali, il 2025 è stato denso di iniziative. Le Sedi provinciali hanno continuato a offrire la possibilità di partecipare a una serie di iniziative locali comprendenti ritrovi, manifestazioni, gare, serate divulgative non solo tecniche ma anche inerenti la biologia degli ecosistemi acquatici, accanto a uscite di pesca pratica. Queste attività rappresentano il tessuto stesso di cui il Club è fatto e di esse va dato merito in primo luogo ai responsabili di sede e ai loro collaboratori, capaci di svolgere con continuità il delicato compito di sviluppare le iniziative che rendono concreta quell’amicizia condivisa alla base del sodalizio. Ad alcuni di tali eventi è stata riconosciuta una valenza nazionale perché consentono una partecipazione condivisa fra sedi diverse. Come la visita all’incubatoio di Merlino (LO), dopo la stipula di una collaborazione stabile col Consorzio Irrigazioni Cremonesi che ha permesso di confermare l’attività dello storico incubatoio dedicato al progetto Marmorata nel bacino del fiume Adda, estesa al luccio di ceppo italiano. Si è inoltre consolidata una collaborazione con Fipsas Bergamo che metterà a disposizione due incubatoi di valle, uno per il Brembo e uno per il Serio, al fine di costituire lotti di riproduttori di trota marmorata in cattività. In Emilia Romagna, grazie all’attività del responsabile della sede piacentina e di quella ravennate, proseguono il monitoraggio della fauna ittica del lago di Molato e lo sviluppo dei progetti di recupero del luccio e trota di ceppo italiano in Romagna. In Toscana ad Arezzo prosegue attivamente il progetto di tutela del luccio sul lago del Calcione.

Raduni sociali 2025 Spinning Club Italia

Anche per il 2025 i raduni sociali organizzati dallo SCI sono continuati su tutto il territorio per far scoprire ai Soci giovani e meno giovani nuovi spot per la pesca a spinning.

… e quest’anno?

Il calendario delle manifestazioni nazionali 2025 si è concluso con un incontro tra sedi dello SCI presso il Lago Bellaria-Fialdini in provincia di Milano ed è continuato a febbraio 2026 con una nuova manifestazione di trota laghetto, simpaticamente chiamata “trote e salamelle” comprensiva di grigliata presso la Cava Cabassi di Milano. L’occasione è stata valida per confrontarsi tra i soci sulle ultime tecniche di pesca alla trota in laghetto, la “trout area” che ormai spopola ovunque. La manifestazione ha dimostrato anche che le sinergie tra associazioni di pesca funzionano alla grande e possono portare avanti idee e programmi di interesse comune.

Il raduno di pesca svoltosi presso il lago Bellaria di Mediglia a fine 2025. Un incontro all’insegna della spensieratezza e del buon mangiare.

Il raduno “trote e salamelle” che si è svolto alla Cava Cabassi di Milano, amichevole convivio per gli amanti dello spinning alla trota in laghetto.

Convegno endemismi luccio italico

Grande interesse ha suscitato anche il convegno tenutosi questo febbraio presso l’Acquario Civico di Milano. Spinning Club Italia, in virtù della convenzione firmata tra l’associazione e l’Acquario Civico di Milano, ha partecipato come ospite al convegno sul luccio italico portando le proprie esperienze con il Progetto Luccio Italico e le attività di tutela svolte all’incubatoio di Merlino. Relatori e ospiti Dott. Ancona per l’Acquario Civico di Milano (, il Dott. Mattia Iaia dell’Università degli studi dell’Insubria CNR-Irsa verbania, Fiorenzo Cavagnera per La Fipsas Bergamo oltre naturalmente a Mario Narducci Presidente SCI e Dott. Marco Riva, ittiologo presso l’incubatoio SCI di Merlino. Tra i relatori, la Dott.ssa Ancona ha aperto il convegno riportando il contributo dello Spinning Club Italia come associazione nazionale di pescatori e l’importanza delle acque lombarde come componente espositiva dell’Acquario. L’ittiologo Marco riva ha riportato l’esperienza di tutela e conservazione del luccio italico nell’Adda e nell’incubatoio e allevamento SCI di Merlino.

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Renzo Della Valle
Renzo Della Valle
RENZO DELLA VALLE Classe 1960, pesca da una vita in acqua dolce e in mare. Dal 1984 ha iniziato a collaborare come giornalista freelance presso le principali riviste di settore e dal 1994 ha aderito al progetto editoriale del mensile Il Pescatore d’acqua dolce prima come collaboratore e poi come capo redattore. Nel 2009 ha diretto la rivista Pescare. Numerosa e diversificata la produzione di libri e manuali sulla pesca sportiva. Continua a “essere sul pezzo” tenendosi in contatto con i migliori pescatori sportivi italiani e stranieri e fornendo un’informazione aggiornata sull’evoluzione delle tecniche che fanno parte della pesca sportiva.

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