Caro Sandro, quanto ci manchi…

Partito per pescare in “acque migliori” nell’aprile 2023, Sandro Meloni è stato – e resta in assoluto – “il padre del surf casting italiano”. Una tecnica di origine atlantica, in particolare britannica, che ha appreso durante i suoi viaggi e ha divulgato e insegnato nel nostro Paese, adattandola alle diverse condizioni del mare e delle maree del Mediterraneo rispetto all’Atlanticco, attraverso libri imperdibili e prestigiose riviste, pur mantenendosi sempre riservato, mite, comprensivo e amichevole. Tuttavia, definire Sandro Meloni come il padre del surf casting mediterraneo appare oggi assai riduttivo: Meloni era prima di tutto un uomo, e che uomo! Univa la caparbietà e la perseveranza tipiche del nostro Sud a un garbo e un’affabilità davvero sorprendenti. Era anche un atleta, Sandro Meloni, risultando spesso e a lungo vincente nei primi trofei e campionati di lancio tecnico in casa nostra e all’estero. Ed era anche un innovatore di grande intuito Sandro Meloni, non a caso si deve proprio a lui, negli anni Ottanta, il grande sviluppo di attrezzature specifiche per il surf casting mediterraneo, in collaborazione con i migliori e più lungimiranti produttori italiani di allora: canne e attrezzi particolari che non si erano mai visti lungo le nostre coste e che oggi, fatte le debite proporzioni rispetto a materiali e tecnologie odierne, sono ormai diventati oggetti comuni.
Di seguito solo una piccola parte della grande e indimenticabile storia di Sandro Meloni, tratta da un’intervista pubblicata sul numero 1 della rivista “Surf casting manìa” e raccontata da chi ha avuto la fortuna e l’onore di averlo tra i propri collaboratori come editore ma, soprattutto, tra le persone care fin dalla tenera età.

150.000 sassolini nelle scarpe

Nel 2011 Sandro Meloni, con una fantastica orata, sulla copertina del primo numero del mensile “Surf casting mania”. Era l’estate del 2011 e, a partire dall’intervista che pubblichiamo quasi integralmente qui, Meloni dopo anni ricominciava a insegnare il surf casting sulle pagine di una rivista. “150mila sassolini nelle scarpe” era il titolo dedicato a Sandro Meloni nella sezione “Mastersurf”, quella appannaggio dei collaboratori davvero “top”, nel primo numero di “Surf casting mania”, rivista mensile che ho avuto l’onore di essere coeditore dal luglio 2011. A questo punto, però, per dovere di cronaca devo fare una digressione… e qualche “sassolino”, come nel titolo dell’intervista a Sandro Meloni, me lo voglio togliere pure io, probabilmente anche a nome di altri che cito: “Surf casting mania” aveva all’epoca una formula editoriale assolutamente innovativa per livello dei collaboratori, fotografie e grafica, oltre che risultare avvincente nella divulgazione tecnica. “Surf casting mania” andava in edicola contemporaneamente a “Carp fishing mania” e “Spinning mania”. Tutte e tre le riviste erano edite in società con i miei fedelissimi: Giulio Marcone, che di “Surf casting mania” era l’ottimo direttore; l’inossidabile Fabio Marotta, “ che dirigeva “Spinning mania; infine il puntualissimo Paolo Meneghelli (“Carp fishing mania”). Inoltre, tutti e tre i periodici potevano contare sulla dedizione tecnica e grafica dell’incredibile Andrea Carpani. Purtroppo, ben presto tutti noi appassionati “sgobboni” dovemmo prendere atto dell’inettitudine e la malafede di un quinto socio, di cui rifiuto addirittura di ricordare il nome. Un personaggio che inizialmente appariva come partner fenomenale ma poi non rispettava né ruoli né impegni presi con noi altri soci, che al contrario “ci facevamo il mazzo”. Così, pur vendendo un buon numero di copie oltre ad aver conquistato un buon numero di abbonati, queste pubblicazioni durarono pochi mesi… facendoci fare una pessima figura con lettori, abbonati e inserzionisti che, conoscendo da decenni il nostro modo di lavorare, avevano riposto in noi la loro fiducia… Fu così che, sprofondando per la vergogna e per aver perso tanti amici di una vita, tutti noi fummo costretti ad abbandonare, almeno sotto il profilo editoriale, un settore nel quale eravamo il top e una passione che avevamo fin da bambini… oltre a doverci cercare un altro mestiere, avendo pure perso i soldi messi da parte con tanti sacrifici. E il quinto socio, forse si chiederà chi legge? Beh, lui viveva già allora sulle spalle di una vecchia zia benestante… Chissà, se ora se la passerà bene da ereditiero… Di certo non gli sarà passata la labirintite, quindi starà ancora con la testa attaccata al wc tutto il giorno nel tentativo di dare di stomaco per i capogiri.

Una foto storica in bianco e nero che ritrae un ancor giovane Sandro Meloni (sulla sinistra) con un enorme pesce catturato in Atlantico. Fu proprio dai pescatori atlantici che Meloni apprese la tecnica del surf casting adattandola poi al Mediterraneo e diffondendola in tutta Italia.
E i sassolini del caro Sandro Meloni?
Ecco, meglio ritornare al grande Sandro Meloni, padre indiscusso del surf casting italiano, e ai bei ricordi che ci ha lasciato. Anche se fa un po’ male, perché lui non c’è più o, se c’è, sta in un posto che il telefono non riesce ancora a raggiungere.
Il titolo di quell’articolo dedicato a lui su “Surf casting mania”, quei “115.000 sassolini nelle scarpe” non erano certo sassi che si è voluto togliere dalle scarpe, nei confronti di qualcosa o qualcuno… No, lui era persona troppo mite ed educata per farlo, anche se magari qualche ragione l’avesse avuta. I tanti sassolini, sicuramente molti più di 115.000, potevano essere quelli che gli sono entrati e usciti dalle scarpe durante le infinite sessioni di pesca a surf casting lungo il bagnasciuga di rena, nei suo allenamento costante o le gare di lancio tecnico in spiaggia.
In realtà, i 115.000 di Sandro Meloni erano gli altrettanti ringraziamenti su un lingotto coniato per lui e donatogli come onorificenza nei ruggenti anni Ottanta e Novanta da “Pescare”, la prima, storica rivista italiana di pesca, che aveva appunto raggiunto il picco di 115.000 copie vendute, sotto la guida dell’indimenticabile direttore Alessandro Menchi, che ricordo sempre tra i miei maestri di giornalismo e di vita.

Eccoli qui, i 150mila… non erano sassolini bensì ringraziamenti! Erano il riconoscimento alla grande carriera divulgativa che la rivista “Pescare” aveva voluto conferire a Sandro Meloni coniando un lingotto d’argento proprio in occasione delle 115.000 copie vendute. Osservando le odierne miserie di questo settore, specie la scarsa professionalità generale (anzi, il solo opportunismo!) in tema di comunicazione, se pensiamo quei ruggenti anni Ottanta viene quasi da piangere…
Finiti i preamboli, proprio a partire dal quel primo numero di “Surf casting mania” e dopo quindici anni di vita riservata fu così che Meloni decise di darci fiducia e riapparire sulle pagine di una rivista. Del surf mediterraneo, Sandro Meloni, non era solo il padre putativo, avendolo appreso all’estero e adattato ai nostri mari, ma era anche il vero “volto” del surf casting italiano. Lui, il mare e la sua gente non li ha mai abbandonati. Ha vissuto l’uno e ascoltato gli altri con la stessa passione e lo stesso trasporto di sempre. E fu così che per qualche tempo il grande Meloni si rimise in gioco, con la sua penna tagliente e quello sguardo mai banale sulle cose del mondo. Per lui fu una nuova sfida, per noi un incommensurabile motivo d’orgoglio. Ci manchi, caro Sandro, e ci mancherai sempre. Per questo vogliamo ricordarti – e ricordare a tutto il mondo della pesca, dei pescatori e di tutti gli uomini “veri” chi sei attraverso le tue stesse parole, contenute pari pari in alcuni passi di quella storica intervista.

Nel 2011 Sandro Meloni, padre del surf casting mediterraneo, dopo anni di stop ricominciò a firmare una rubrica sulla rivista “Surf casting mania” che, per questioni di mercato, fu una delle ultime a comparire stabilmente in edicola. Questa è la foto-ritratto virata in bianco e nero che compariva quale firma agli articoli che scriveva.
Sandro Meloni: «Il tempo di pensare a me stesso»
Di seguito quanto ci è stato rilasciato testualmente da Sandro Meloni e pubblicato nel 2011: «Era il 1992 quando il magnifico rapporto conquistato con i pescatori, dopo anni di duro lavoro, fu di colpo azzoppato all’altare della recessione. Collaborazioni, consulenze, insomma tutto di tutto. Non voglio utilizzare il termine “cancellato”, ma questo solo grazie al mio e vostro amore per il surf. Fondai infatti “Casting” e toccai il cielo con un dito, in quanto la mia creatura parve colmare il grande vuoto dell’informazione, precipitata dalle oltre 100.000 a poche decine di migliaia di copie nel giro di qualche anno. Ogni tanto rigiro tra le mani quel lingottino d’argento dove campeggia la dedica: “115.000 ringraziamenti” e mi viene costantemente da chiedermi il perché abbiano distrutto loro stessi e tentato di cancellare me».

È del 1994 il primo numero della rivista “Casting” fondata da Sandro Meloni, padre assoluto del surf casting mediterraneo.
Sandro Meloni, padre del surf casting mediterraneo, dopo anni di stop ricominciò a firmare una rubrica sulla rivista “Surf casting mania” che, per questioni di mercato, fu una delle ultime a comparire stabilmente in edicola. Questa è la foto-ritratto virata in bianco e nero che compariva quale firma agli articoli che scriveva.
«Quante volte», proseguiva il padre del surf casting Sandro Meloni, «i rumors editoriali hanno dato per certo un mio rientro, senza che però io fossi contattato da alcuno. Quante volte strani personaggi (avrei dovuto capirlo, in quanto volteggiavano) mi hanno annunciato telefonate e millantato contatti mai avvenuti. Quante umiliazioni da parte di aziende che, datomi per morto, di colpo non hanno più risposto nemmeno ai miei saluti di Natale. Caduta “Casting” a causa di uno scellerato contratto di distribuzione (Dio li fulmini ogni giorno della loro vita) che mi costò belle lirette e un dispiacere immenso, in me scattò un meccanismo di autoprotezione. Decisi che non avrei più mosso verso il surf, ma che, viceversa, chiunque lo avesse desiderato sarebbe venuto lui da me. Strano limbo quello del silenzio, produce un rumore assordante».

DIDA: Una foto storica dei primi successi di Sandro Meloni nella tecnica del long casting, ovvero il lancio tecnico dalla spiaggia finalizzato alla pesca a surf casting.
Sandro Meloni: «Il surf casting mi chiama»»
«I personaggi dello spettacolo hanno solitamente terrore quando la loro visibilità viene meno, anche per solo un semestre. Conoscono l’aleatorietà della fama e di chi la produce», scrive Sandro Meloni in quell’intervista pubblicata nel 201, e prosegue: «Io non sono mai stato un personaggio, ma a distanza di quindici anni il mio account trabocca giornalmente di email di appassionati; il mio forum ha dovuto subire una selezione tra gli iscritti; qualsiasi mia comparsa in spiaggia è accompagnata da uno stuolo di appassionati che mi riconoscono e mi festeggiano». «Questo», continua Meloni, «per me è commovente, è un’energia che cancella qualsiasi dispiacere. È il surf e le sue “creature” che mi chiamano e mi sostengono, un urlo che non ho potuto, non posso e non potrò mai ignorare; ci sono strade che si percorrono anche se uno non vuole, basta che sia scritto. Prendete, per esempio, “Operazione BullFish”. Mi venne in mente, come un macigno, nel 1996, davanti a una bella pizza margherita. Io alle prese con un romanzo di pesca? L’idea mi faceva ridere, non pensavo assolutamente potesse mai accadere. Mi misi però a farneticare sulla trama e chiesi a Stefania, oggi mia moglie, di appuntare su un tovagliolo il nome dei personaggi che via via scorrevano nella mia mente. Quel pezzo di carta in qualche modo si perse, poiché per i successivi due anni non pensai più a quella cazzata».
“Operazione BullFish” insisteva per essere scritto
Sandro Meloni prosegue nell’intervista descrivendo l’idea, e i successivi sviluppi, del suo romanzo di pesca: «Poi lentamente, ma molto più insistentemente, riecco affiorare nella mente quella trama, assurda eppure così verosimile. Divenne con il tempo un martellamento insostenibile, finché decisi che per farlo tacere dovevo per forza tirarlo giù. Era trascorso il terzo anno dal concepimento dell’idea. Mentre battevo la bozza scrissi a caso anche i nomi dei personaggi principali. Lo feci con molta naturalezza, come se fossero appuntati in modo indelebile nel mio cervello. Mai però pensando che potessero minimamente somigliare a quelli scritti tre anni prima su quel tovagliolo unto di pizza. Man mano che mitragliavo sulla tastiera mi accorsi di stare sempre meglio, quasi sollevato, la mente pareva più libera e non oppressa da quell’assordante tam-tam; almeno finché mia moglie non decise di dare un’alleggerita al suo guardaroba. Quel tovagliolo di carta venne fuori dalla tasca di una mantellina ormai fuori moda. Era ingiallito e sbriciolato, ma quei quindici nomi erano lì, assolutamente leggibili e uguali a quelli che avevo appena battuto sulla trama. Una coincidenza? Ovviamente non mi passava per la testa l’idea di pubblicarlo per cui, buttata giù la prima bozza, riposi tutto in archivio. Me l’ero tolto di mente, finalmente». Così Sandro Meloni conclude un passo di quell’intervista datata 2011. Ma la storia non finisce così…

Il grande divulgatore del surf casting italiano, Sandro Meloni (sulla sinistra), riceve due medaglie al valore atletico dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva. Correva l’anno 2002
Il primo techno thriller di pesca: 2.000 copie quasi subito raddoppiate!

La copertina di “Operazione BullFish”, il primo romanzo scritto da Sandro Meloni e il primo techno thriller di pesca di cui si abbia notizia.
Presto Sandro Meloni si dovette nuovamente confrontare con l’idea di quel suo romanzo che: «Strisciante come un serpente, tornò alla carica un anno dopo, ma spingeva per un semplice aggiornamento, anche alla luce delle nuove tecnologie trattate in quelle pagine. Riaprii quindi il file e mi rimisi al lavoro. Oltre all’aggiornamento feci una profonda revisione e aggiunsi un intero capitolo; mi resi conto di essere davanti alla versione ormai definitiva. Chiusi tutto un’altra volta, ma durò poco. La “cosa” voleva uscire allo scoperto, confrontarsi con critici del settore, subire una revisione di bozza da parte di terzi. Per cui, fattene delle copie, le inviai agli amici giusti. Ne ottenni sontuosi complimenti e incoraggiamenti a proseguire. Rivisitai quindi il testo per l’ultima volta, con l’intenzione di tenerlo nel cassetto e proporlo successivamente a qualche casa editrice del settore. Cosa che feci (o meglio mi fece fare) nemmeno sei mesi dopo. Ricevetti ancora tanti complimenti. Ma era il mio primo techno thriller e Sandro Meloni in quel campo era uno sconosciuto. Le più famose case editrici avevano in catalogo dei nomi tipo Grisham, Clancy… per cui non ritenevano di dover rischiare con una firmetta anonima da far crescere. Fu quella la molla che mi spinse alla sfida. Utilizzai quindi la licenza da editore dello studio di comunicazione di mia moglie e ne feci stampare una prima tiratura di 2mila copie per il web, duplicata appena un anno dopo. Ricevetti a quel punto diverse richieste di cessione dei diritti e dell’opera ma, nonostante l’estrema vantaggiosità di alcune di queste, decisi che quel libro doveva restare tutto mio. Mio e vostro, ovviamente», conclude Sandro Meloni. Ma aggiunge anche altro… Meloni: «Leggiamo la carta, parliamo sul web»
«Ecco come ho fatto una cosa che non avrei mai voluto fare», aggiunge il mostro sacro del surf casting mediterraneo Sandro Meloni sempre a proposito del suo romanzo “Operazione BullFish”. E prosegue: «Era però scritta ed è accaduta, contro ogni volontà. Esattamente quello che accade oggi, in queste pagine (parla del mensile “Surf casting mania” – n.d.r.), ma solo perché voi e il surf vi siete mossi verso di me. Abbiamo tanto lavoro da fare ed è bene che ci diamo una mossa. Il surf (quello vero) si trova oggi tra l’incudine e il martello… rimangono però i surfcastmen, vitali ma soli e silenziosi, praticamente senza voce. L’incudine è l’informazione agonistica, sempre più lontana e fuorviante, nata per servire quel “furto” dettato da meri fenomeni di massa, privi di qualsiasi contenuto, se non l’agone della coppa. Il martello è invece l’opportunità che quell’editoria allo sbando concede a collaboratori, incompetenti quanto abili sopraffattori del lavoro altrui. Gente che si nasconde dietro la carta, che se ne guarda bene dall’affrontare il contradditorio de visu o sul web. I tempi sono cambiati, il lettore cerca l’autore, vuole un contatto diretto, vicino e confidenziale. Non c’è uno sciocco innanzi all’imbonitore di turno, quelle informazioni se le va a cercare laddove sono trattate senza patrocini di sorta. Quella canna o quel mulinello non li acquistano perché lo dico io: frequentano forum e blog per vagliare tutte le possibili osservazioni, poi scelgono di acquistare, e ancora una volta in rete, dopo un’ulteriore ricerca sulla migliore offerta. Questo è uno dei motivi perché per lungo tempo la carta e la sua pubblicità hanno fallito nel loro ruolo di supporto ai negozianti. Oggi la pubblicità cartacea, per funzionare, deve essere presentata come un vero, serissimo test, inconfutabile. Rimane da dire qualcosa sulla firma che esegue quei test, o meglio, basta digitare il suo nome su Google per sapere chi è e se è attendibile. Le linee guida delle moderne case editrici sono queste, debbono essere queste: carta e web vanno a braccetto». Questo, giustamente, scriveva Sandro Meloni nel 2011 ma va anche detto che da allora, nella pesca come nella maggior parte degli altri settori legati a passioni, interessi personali o manualistica, in edicola non esiste (e non resiste) più nulla.

Sandro Meloni in una vecchia foto in bianco e nero che lo ritrae con la cattura di un bellissimo sarago avvenuta in notturna con la tecnica del surf casting di cui lo stesso Meloni è stato il più grande divulgatore.
Concludiamo parlando del mare. Come sta “Lui”?
«Lui sta sempre peggio», dice il volto del surf casting mediterraneo Sandro Meloni nel 2011. E prosegue: Gli stessi Neandertaliani, comparsi 200mila anni fa, scoprirono ben presto che allevare è meglio che prelevare, razziare, sottoporre a prelievo indiscriminato. In mare invece pare che interi Stati abbiano consentito questo sino ad oggi a intere generazioni di pescatori. Passi pure il periodo sino a circa 100 anni fa, quando il motore era un’utopia e l’elettronica praticamente sconosciuta. La stessa flotta peschereccia era ridotta di circa il 50 per cento rispetto all’attuale. Le rotte di pesca non consentivano il passaggio sempre negli stessi punti e, diciamocela tutta, anche il nostro mare stava molto meglio, meno allergico a quanto poi gli hanno propinato le industrie. Lo stesso “Operazione BullFish” lancia l’allarme profetizzando la morte del mare a partire dal 2013; ma lì a scriverlo non è un biologo, semplicemente uno che ama il mare e ne ha toccato l’evoluzione di anno in anno».
Niente pesca quindi? Risponde Sandro Meloni: «Il pescatore sportivo è stato talvolta accusato, falsamente, di pesca eccessiva. Io ho dimostrato che il pescatore sportivo non solo è appena un granellino di sabbia nel deserto del prelievo, bensì ha sempre pagato il suo (poco) pesce, a un prezzo venti volte superiore rispetto a quello di mercato, producendo a terzi un enorme indotto in ricchezza». Ma, chiediamo a Sandro Meloni nel 2011, il mare ha ancora pesci per il surf casting? «Se si parte dal presupposto stagionale di crescita e raccolto del fondo, dalla deposizione, dalle nascite e dal dimensionamento dei pesci del surf, il surfcastman è colui il quale concede alla natura tutto il tempo che questa occupa per rigenerarsi biologicamente. Non solo. Usa sistemi di cattura per attrazione alimentare, non meccanici, quindi cattura la sua preda (in modo selettivo) non nel proprio habitat, ma solo sul sentiero alimentare che la porta vicino alle spiagge. Preleva esemplari di branco, stimabili al massimo e per eccesso in un 10 per cento sul complessivo, non distrugge o interrompe la rotta alimentare, non ne muta le abitudini, non intacca l’habitat. Si tratta, tra l’altro, di prede difficili da catturare con mezzi professionali, in quanto vivono su fondi mai piatti e spesso ricchi di tane. Ecco, in questo caso possiamo dire che le premesse per la conservazione delle specie, quindi la presenza di prede che soddisfino il surf, ci sono tutte».

Diamo il commiato morale al grande Sandro Meloni, con questa foto che lo ritrae lungo il bagnasciuga al tramonto, intento nella ricerca di una postazione ideale per praticare la pesca della sua vita, il surf casting che aveva imparato all’estero e adattato, divulgato e insegnato lungo tutte le coste italiane.
«Naturalmente», conclude Sandro Meloni nel 2011, «occorre prendere in considerazione altri elementi. Il mare è ovviamente più stanco, direi quasi anziano. Si muove e reagisce più lentamente, la pesca intensiva professionale produce danni enormi all’habitat e influisce in modo catastrofico sulla popolazione ittica in fase di crescita; ergo, meno novellame, meno pesce adulto. A macchie di leopardo anche sulla riva si notano lunghe sterilità: alcune spiagge hanno letteralmente smesso di funzionare, vuoi per motivi meteomarini, che disseppelliscono anzitempo gli organismi-esca rispetto alla progressione stagionale (mareggiate troppo forti e frequenti a inizio stagione), vuoi per interi habitat a ridosso delle spiagge cancellati dagli strascicanti, vuoi infine per invisibili forme di inquinamento. Occorre tornare all’antico, con la schedatura e il monitoraggio delle nostre spiagge, anche nei momenti di bassa stagione. Ripasseremo insieme qualsiasi strumento a nostra disposizione. Affronteremo l’anomalia delle nuove brevissime scadute, delle mareggiate anomale, della diversa inclinazione stagionale dei venti e la loro cambiata frequenza. Anche la tecnica e la strategia di pesca dovranno subire il necessario refitting, un cambiamento, un passo in avanti. Ma sarà bello e, soprattutto, lo faremo insieme».

Onde, sabbia, surf casting! La grande passione dura da una vita e non avrà mai fine… Diamo il commiato al grande Sandro Meloni, con questa foto che lo ritrae lungo il bagnasciuga al tramonto, nella ricerca di una postazione ideale per praticare la pesca della sua vita: il surf casting che aveva imparato all’estero e adattato, divulgato e insegnato lungo tutte le coste italiane.




