Il galleggiante scorrevole sui grandi laghi

Sabbiaie sui fondali
Sabbiaie sui fondali

La pesca del cavedano nei grandi laghi è sempre una tecnica appassionante che ci permette di effettuare catture decisamente al di sopra della media. Si tratta spesso di grosse femmine che nei bacini maggiori riescono a raggiungere taglie importanti, arrivando fino ai 2 chilogrammi di peso ed in alcuni casi anche superandoli. Con i primi freddi e fino a marzo i branchi di cavedani vanno ricercati a profondità notevoli, quasi sempre molto vicino al fondale. Tra le esche che sul lago funzionano meglio, c’è sempre il classico e gustoso bigattino che, fiondato in quantità consistenti, finisce sempre per far attivare il branco proprio nel punto esatto dove si trova in attesa la montatura.

Galleggiante scorrevole fiondata bigattini

Sistema molto impegnativo quello della pesca al furbo cavedano che richiede robuste bolognesi, galleggianti scorrevoli ben tarati, abilità tecnica e una buona scorta di bigattini da fiondare con precisione.

I grandi laghi del Nord Italia sono sempre stati molto ricchi di pesce; gli immensi quantitativi d’acqua che essi racchiudono mantengono un certo tepore per tutto l’inverno creando nel circondario un clima mite. Inoltre i numerosi piccoli immissari che vi si gettano creano presso le foci un apporto costante. In passato ovviamente la pescosità dei laghi prealpini era molto maggiore e questo fatto era dovuto principalmente alla presenza di numerosi branchi di alborelle e di altra minutaglia che rappresentavano il naturale nutrimento per i grossissimi ed affamati cavedani che ne popolavano le acque. Oggi, a differenza del passato, il numero dei cavedani è certamente diminuito parecchio ma ci sono ancora posti che, se si conoscono, sono in grado di garantire ottime pescate di lago. Sul Lago Maggiore basti ricordare i nomi degli abitati di Arona, Stresa, Verbania, Cannobio, Luino e Laveno per ricordare nei pescatori di lago uscite ben stampate nella memoria. Sul Lago Maggiore si pesca preferibilmente a scorrevole con un amo fisso, inserendo come esca un lungo lombrico fatto scivolare completamente sull’amo e quindi sul finale. Sul Lago di Como invece si pesca prevalentemente con l’amettiera a 5 ami, innescando su ogni uncino una singola larva appena appesa e pasturando parecchio con la fionda. Le località lariane che offrono buone postazioni per la ricerca invernale del cavedano includono Moltrasio e Cernobbio, nella porzione bassa del lago, Argegno, Menaggio, Faggeto Lario, Bellagio, Onno, Lecco, Mandello, Varenna e Bellano. Il Lago d’Iseo è forse tra tutti quello meno pescoso dalla riva in fatto di potenziali catture invernali e le uniche zone con alti fondali sono quelle che vanno da Tavernola a Lovere. Infine c’è il Lago di Garda, un vero e proprio paradiso per i cavedani DOC e dove quindi le potenzialità di numerose e grandi catture superano di molto quelle degli altri bacini. La porzione migliore di questo lago per la pesca con il freddo è quella superiore, in particolare sulla costa occidentale con i paesi di Toscolano Maderno, Gargnano e Limone del Garda. Per individuare un posto buono per la pesca lacustre con lo scorrevole, è sufficiente osservare attentamente il profilo delle montagne, in prossimità delle rive. Dove la sponda entra a picco nelle acque del lago, lì possiamo stare certi di trovare un elevato fondale che ospita pesci di taglia molto grossa. Un altro segreto è quello di concentrare la pesca in prossimità dei centri abitati, dove c’è sempre qualche cavedano affamato attirato da uno scarico oppure da fonti di nutrimento collegate ai ristoranti posizionati proprio sul lungolago, da cui cade sempre prima o poi qualche pezzo di pane.

Cavedano lacustre

Nella pesca al colpo sui grandi laghi il cavedano resta sempre la preda più ambita per la sua elevata scaltrezza.

Grosso galleggiante scorrevole

Gli scorrevoli da lago si riconoscono facilmente per le grandi dimensione e una notevole lunghezza progettata per contrastare il flusso delle onde.

Le cento facce dello scorrevole

Nel termine generico di “scorrevole” vengono inclusi una notevole varietà di galleggianti da lago, tra cui la penna e l’inglese o billy. La penna è così soprannominata perché un tempo veniva costruita proprio con una penna di pavone, un ottimo materiale di base per allestire un vero e proprio super galleggiante. Le penne di pavone, infatti, per la loro particolare struttura sono sufficientemente rigide nel loro involucro esterno per non rompersi sotto sforzo, anche quando con la canna si effettuano lanci molto lunghi e quindi più potenti. Internamente la penna di questo uccello è piena di una sostanza soffice e molto leggera, capace di conferire al segnalatore un’ottima galleggiabilità e sensibilità. In commercio oggi si trovano più facilmente le penne “artificiali”, realizzate in balsa o in plastica. La lunghezza delle penne, in base alla galleggiabilità richiesta, può variare molto, da soli 20 centimetri per un galleggiante che porta 5 grammi fino anche a 60-70 centimetri per segnalatori di portata più elevata, che arrivano tranquillamente fino a 25-30 grammi. Può sembrare strano ai pescatori abituati a lanciare con uno o due grammi, ipotizzare di dover pescare con un 15-20 grammi ed anche più, ma in realtà il sistema di pesca che descriveremo, cioè quello con l’amettiera a 5 ami, funziona particolarmente bene quando lo si lancia ad elevate profondità, associandovi proprio una zavorra sostenuta.

Scorrevole Billy
Scorrevole Billy
Scorrevole super billy
Scorrevole Super Billy

Nelle due foto due gruppi di scorrevoli: il billy convenzionale da 16 grammi e il super billy di portata maggiore, quest’ultimo necessario per cercare i cavedani in acque molto profonde.

Penna, Billy e Super Billy

Sui grandi laghi, tre sono i modelli di galleggiante scorrevole più utilizzati in assoluto e cioè, oltre alla classica penna semplice diritta, anche il Billy ed il Super Billy. La penna tradizionale prende questo nome per il fatto di venire costruita con la penna di pavone, eccezionale per la costruzione dei galleggianti da lago, in quanto dotata di una galleggiabilità ottimale e al tempo stesso, oltre che rigida, anche un po’ flessibile per meglio rispondere alle forti sollecitazioni della fase di lancio, per raggiungere comodamente anche i 50-60 metri di distanza. La penna semplice, altro non è che uno spezzone di circa 30 centimetri di lunghezza, colorato nella sua parte che rimane fuori dall’acqua, per meglio segnalare l’abboccata. Questa penna in genere porta da 5 a 8 grammi di peso ed è ottimale per pescare leggero, quando i cavedani toccano in modo estremamente sospettoso. Poi c’è il Billy, classico galleggiante per la pesca all’inglese, che può essere montato sulla lenza in modo scorrevole ma anche fisso, in base al fatto che i ciprinidi si trovino più in superficie (da maggio a settembre) oppure in profondità, durante i mesi più freddi. Il Billy altro non è che una penna a cui è stata aggiunta una sfera galleggiante addizionale alla base, per aumentare così la portata complessiva del segnalatore. Il range dei Billy va da 10 a 15 grammi di portata e questi modelli sono davvero eccezionali per stanare cavedani e pighi di ottime dimensioni. Infine il Super Billy altro non è che un Billy di portata elevatissima, che può arrivare anche fino a 25-30 grammi. Quasi sempre costruito artigianalmente, si rende utilissimo per ricercare cavedani “massicci” nelle acque molto profonde, in particolare durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, quando il forte gelo costringe i ciprinidi a scendere lungo la verticale per nutrirsi molto vicino al fondo. Può arrivare a misurare anche 60-70 centimetri di lunghezza, rivela la toccata “sparando” fuori dall’acqua e disponendosi praticamente orizzontale sulla superficie, quando il cavedano, dopo aver mangiato, trascina con sé tutta la zavorra.

Waders in acqua

Sebbene la maggior parte delle volte si lanci comodamente a piede asciutto dai muriccioli dei porti, pescando con lo scorrevole si possono anche indossare i waders per arrivare più vicini ai pinnuti laddove la riva degrada molto lentamente verso il centro del lago.

I trucchi del mestiere

Abbiamo detto che la zavorra che tiene tesa l’amettiera riveste grande importanza. Il piombo, per una più facile sostituzione, può essere collegato all’amettiera con una girella dotata di moschettone, che viene legata alla lenza dalla parte dell’occhiello. Seguono i 5 ami e, più su, un’altra girella che serve a connettere il tutto alla madre lenza. Si inserisce una perlina per evitare che il galleggiante, montato in maniera scorrevole, finisca per incastrarsi nella girella, e quindi si infila la penna. Successivamente una seconda perlina che ha la funzione di tarare e fermare il galleggiante quando il nodo fermafilo lo raggiunge. Ultima componente della montatura, il fermo che determina la profondità a cui si pesca, effettuato annodando un segmento di 15 centimetri di nylon piuttosto grosso, direttamente alla madre lenza, lasciando i due braccioli del nodo abbastanza lunghi per evitare che una volta arrotolati in bobina questi frenino la fuoriuscita del monofilo durante il lancio. L’amettiera a 5 ami deve inoltre essere costruita in modo tipico da lago, con un corpo portante lungo circa 3 metri dello 0,10-0,12, e con i braccioli degli ami molto corti, di solo mezzo centimetro o un centimetro al massimo, di diametro leggermente superiore dello 0,16, per conferire rigidità e mantenere così gli ami praticamente perpendicolari rispetto alla lenza. Su ciascun amo si inserisce poi, dopo aver abbondantemente fiondato larve per attirare i pinnuti, un bigattino singolo di colore bianco, infilzato appena sotto la cuticola, per evitare di romperne la pellicina esterna e farne così fuoriuscire i preziosi liquidi vitali.

Amettiera con braccioli

Nell’amettiera, i braccioli che recano gli ami devono avere precisi rapporti di lunghezza con la lenza madre.

Ami per il furbone

L’amo più indicato per la costruzione dell’amettiera deve essere un modello a gambo medio o corto, con sezione dello stelo piuttosto robusta e punta molto affilata. Indispensabile l’ardiglione e la scelta di un uncino a gambo storto, come quelli da trota, ma di grandezza ovviamente più piccola, del numero 12, 14 o 16. Si deve scegliere preferibilmente un amo nichelato di aspetto argentato poiché è proprio il suo aspetto riflettente che richiama nell’acqua i cavedani più affamati. L’esca, un bigattino singolo, va inserito sull’amo appuntandolo il meno possibile e lasciando quindi l’intero uncino nudo e ben visibile nell’acqua. Ogni mezz’ora circa, dopo aver lanciato ed atteso con l’amettiera in pesca, le larve proposte come esca vanno controllate per vedere se sono ancora vive e soprattutto se non sono state succhiate dalla minutaglia o da qualche cavedano super sospettoso che è riuscito a non rivelare la sua presenza mentre schiacciava il bigatto con le labbra.

Big chub

I cavedani lacustri sono molto furbi e vendono cara la pelle, ma con una buona pasturazione e una perfetta scelta della montatura potremo averne ragione.

Cavedani big

Il cavedano è la cattura principale pescando a scorrevole e con amettiera sui grandi laghi. La taglia media delle catture si aggira spesso intorno al chilogrammo ed esemplari anche fino a 2 chili non sono affatto rari, soprattutto durante i mesi invernali, quando il freddo costringe gli esemplari minori a rallentare il proprio metabolismo. Il segnale di abboccata del cavedano sul galleggiante scorrevole è quasi sempre rivelato da una “spiombatura”; il pesce infatti, dopo aver afferrato il bigattino con le labbra, molto spesso rimane autoferrato, portandosi dietro la zavorra che non sottende più la lenza. Non appena vedremo il galleggiante tentennare vistosamente o addirittura partire come un razzo e disporsi orizzontalmente sulla superficie, occorre ferrare, ma lasciando sempre la frizione del mulinello tarata al minimo poiché la taglia media delle catture è sempre considerevole!

Piombo a perdere

Pescando con l’amettiera capita di ferrare un grosso cavedano ma di non riuscire poi a guadinarlo poiché la lunghezza della lenza è notevole e quindi, durante gli ultimi metri del recupero nel sottoriva, di finire per incagliare la zavorra tra i sassi sul fondale. Per ovviare efficacemente a questo inconveniente è preferibile allestire un piombo a “perdere”, cioè appositamente costruito, come spiega il disegno.

Amettiera cavedano

Ecco lo schema dell’amettiera da cavedano nel suo insieme. Per comodità possiamo unirla al filo del mulinello con una girella con moschettone.

Amo e bigattino

Con l’amettiera a 5 ami, si usa come innesco una singola larva di mosca carnaria. Il bigatto viene appena appuntato con delicatezza infilzandolo proprio sotto alla cuticola ed assicurandosi, nell’eseguire l’operazione, che la punta dell’amo penetri solo superficialmente, evitando così di far fuoriuscire il liquido contenuto internamente alla larva e vitale per la sua sopravvivenza in acqua, dopo il lancio. Gli ami vanno collegati al corpo centrale dell’amettiera con braccioli molto corti e costruiti con un nylon di diametro maggiore rispetto a quello portante; questo accorgimento conferisce rigidità ai braccioli, mantenendoli in posizione quasi a 60 gradi rispetto all’amettiera verticale, condizione questa indispensabile per presentare correttamente l’esca agli attentissimi cavedani. Con un bracciolo troppo lungo e sottile, invece, l’amo finirebbe dopo qualche lancio per attorcigliarsi al corpo dell’amettiera, vanificando ogni interesse e quindi di abboccata da parte dei pinnuti lacustri.  

Cavedano Bigattini

Con una accurata pasturazione possiamo richiamare i cavedani più grossi e presto o tardi qualche “testone” ci lascerà le pinne…

Scorrevole all’inglese

Il sistema di pesca all’inglese prevede l’utilizzo, anche in questo caso, di un galleggiante scorrevole, ma abbinato ad una lenza diversa, molto più sensibile per la pesca fino a 5-8 metri di profondità, con amo singolo e svolazzo molto lungo. La pesca con il billy, così viene normalmente definito questo modello di segnalatore, si effettua con un terminale sottilissimo, dello 0,08-0,09 o al massimo dello 0,10, a cui viene collegato un amo piuttosto piccolo, praticamente invisibile in profondità, del numero 18-20. Sull’amo vengono inseriti due bigattini, uno completamente infilato sul metallo a coprirlo interamente mentre il secondo appena appuntato sotto l’ardiglione. Il billy può essere piombato oppure no, ed in genere varia da 5 a 10 grammi, con metà o ¾ della sua zavorra già inserita nel corpo stesso del galleggiante, se piombato, a conferire un tipico aspetto e comportamento di “freccia”, durante la fase di lancio. Questo galleggiante inglese ha infatti la particolarità di riuscire a penetrare molto facilmente l’aria, anche controvento, offrendo al pescatore la possibilità di effettuare lanci lunghi, lunghissimi, ricercando il cavedano molto al largo, dove ovviamente pinneggiano gli esemplari maggiori e meno sospettosi, difficilmente raggiungibili dagli altri pescatori sprovvisti di un simile sistema di lancio. Le postazioni migliori per lanciare con la tecnica dell’inglese sono i muretti dei porticcioli dai quali, pescando ad altezza sopra elevata rispetto all’acqua, è possibile impartire con la canna una forza maggiore sulla frustata e quindi raggiungere distanze di lancio ragguardevoli. Per la pesca con l’inglese è necessario saper distribuire nel modo migliore la piombatura, altrimenti non si facilita la naturale distensione della lenza che finisce inevitabilmente per aggrovigliarsi prima di toccare la superficie. Anche con questo sistema di pesca è necessario inserire sul monofilo uno stopper che serve a fermare il galleggiante alla giusta profondità, quando la lenza è ormai affondata completamente.

Galleggiante scorrevole tarato

In base a come mangiano i cavedani, possiamo scegliere se tarare completamente il galleggiantone scorrevole oppure se appesantirlo solo parzialmente, con una zavorra minore. In condizioni di pesca normali, con cavedani che mangiano bene, è preferibile una taratura completa.

Staratura galleggiante scorrevole

Con il Super Billy, il segnale di abboccata è rivelato da una netta e ben definita “spiombatura” del lungo segnalatore (disegno a). Il galleggiante tentenna vistosamente più volte, per poi disporsi orizzontalmente quasi piatto sulla superficie dell’acqua (disegno b), a causa del pesce che trascina con sé tutta la zavorra.

Pigo Rutilus Pigus

Anche il pigo, dove presente, può talvolta abboccare alla lenza presentata con lo scorrevole. Mentre il segnale di abboccata del cavedano è nella maggior parte dei casi rivelato dallo spiombamento della penna, quando il pigo abbocca lo fa in genere portandosi dietro tutta lenza, giù in profondità.

Match rod

Per la pesca con i grossi scorrevoli si consiglia l’apposita canna detta “match rod”, cioè con anelli scorrifilo particolarmente lunghi nel ponte che hanno la funzione di distanziare notevolmente la lenza dalla superficie della canna, per evitare l’attrito tra il filo e fusto. Le canne per l’inglese sono in genere a 3 innesti e ad azione tipicamente parabolica anziché di punta, per far lavorare meglio tutto l’attrezzo, conseguentemente alle sollecitazioni del forzuto ciprinide.

Tags

Renzo Della Valle
Renzo Della Valle
RENZO DELLA VALLE Classe 1960, pesca da una vita in acqua dolce e in mare. Dal 1984 ha iniziato a collaborare come giornalista freelance presso le principali riviste di settore e dal 1994 ha aderito al progetto editoriale del mensile Il Pescatore d’acqua dolce prima come collaboratore e poi come capo redattore. Nel 2009 ha diretto la rivista Pescare. Numerosa e diversificata la produzione di libri e manuali sulla pesca sportiva. Continua a “essere sul pezzo” tenendosi in contatto con i migliori pescatori sportivi italiani e stranieri e fornendo un’informazione aggiornata sull’evoluzione delle tecniche che fanno parte della pesca sportiva.

Popular

spot_img

More from author

RAPALA SOFTBAITS 2026

Dopo il lancio di nuove hardbait, Rapala propone un ampliamento del suo "parco gomme". Ricchissimo di novità è infatti anche il panorama degli artificiali...

RAPALA HARDBAITS 2026

Ricchissimo di novità è il panorama degli artificiali Rapala per quest’anno. Dalle esche innovative come il Claptail a quelle di fama già consolidata come...

Swimbait di gomma: dove metto il peso?

Una categoria in forte espansione, nel mondo delle esche finte, è quella delle imitazioni di pesce foraggio in materiale vinilico. Definiti anche “shad” o...

CAVA CABASSI IL LAGHETTO DEI MILANESI

A due passi dal centro di Milano un laghetto che sa ancora offrire qualche ora di sano divertimento tra carpe, bass, lucci, persici reali...