Una categoria in forte espansione, nel mondo delle esche finte, è quella delle imitazioni di pesce foraggio in materiale vinilico. Definiti anche “shad” o swimbait morbide, questi artificiali di gomma, se ben manovrati, sono micidiali con tutte le specie di predatori, ma quando escono dalle fabbriche non hanno peso, sta a noi pescatori aggiungere zavorra per farli affondare nella giusta maniera senza alterare le loro impareggiabili qualità attiranti

Tra tutti i sistemi che fanno parte della pesca sportiva, o dilettantistica che dir si voglia, lo spinning è senza dubbio la tecnica che subisce le spinte evolutive più forti grazie allo sviluppo di esche finte sempre più catturanti. In questo campo, i pesci in gomma vinilica hanno portato numerosi vantaggi, aumentando le chances di cattura di tutti i pesci carnivori. Per “gomma vinilica” si intende lo stesso materiale morbido di origine sintetica inizialmente usato per i primi vermoni finti e che poi ha trovato infinite applicazioni nel riprodurre qualsiasi forma di vita che nuota o si muove vicino all’acqua e che può potenzialmente entrare nella dieta dei nostri cari pesci predatori, compresi i piccoli pesci cacciati dai carnivori marini e non. Noti anche come “shad siliconici” (“shad” è una specie di pesce foraggio molto comune nelle acque dolci degli USA), i pesci di gomma sono quindi entrati a far parte della dotazione dell’appassionato di spinning, rivelando da subito grandi potenzialità di cattura, soprattutto con bass, lucci, siluri e lucioperca.

Tra le swimbait gommose che più si sono diffuse nel mondo dello spinning i modelli con coda a pala sono i più comuni, perché replicano nella maniera più realistica il nuoto di coda dei pesci. Tra gli ultimi nati The Kickman della linea Crushcity by Rapala.
La preda perfetta… finta I pesci di gomma morbida sono ormai presenti in Italia da una ventina d’anni, mentre nella loro patria d’origine, gli Stati Uniti, essi vengono impiegati da tempo in acqua dolce per la pesca al cugino yankee del nostro lucioperca, il “walleye”, presente in habitat simili, anche se con taglie nettamente inferiori. I pescatori americani hanno fatto della pesca al walleye una vera e propria scienza, arrivando a produrre esche di gomma che stimolano in maniera molto efficace i sensi di questo interessante predatore. Oggi, dopo l’esperienza dei nostri “colleghi” americani, anche noi pescatori europei abbiamo imparato ad apprezzare ed usare queste esche che ormai funzionano con tutte le specie di pesci predatori, nostrani e non.

Negli shad gommosi lo sviluppo dei materiali più adatti a dare realismo di forma e di nuoto ha portato alla realizzazione di shad ibridi, con parte del corpo (la testa) in plastica rigida e la parte finale (la coda) in gomma vinilica, come questo X-Rap Peto.
Perché funzionano Il grande realismo delle forme è, senza dubbio, il principale motivo che rende gli shad vinilici tanto funzionali. L’impiego della gomma vinilica, con la possibilità di plasmarla iniettandola in particolari stampi colorandola, poi, nelle livree di tutti i pesci cacciati dai carnivori d’acqua dolce, rende possibile la copia esatta di qualsiasi specie. La morbidezza della gomma, inoltre, aggiunge realismo e invoglia il predatore a trattenere l’esca in bocca senza risputarla, lasciandoci il tempo per ferrare con maggiore tempismo. Ma è la componente “nuoto” a rendere questi artificiali altamente catturanti: lo sviluppo di un movimento molto vicino a quello naturale, ottenuto dal pesce con l’azione della coda, delle pinne dorsali e pettorali e del corpo, dà al predatore l’illusione di avere dinanzi un pesce vero.

In numerosi shad gommosi l’azione di nuoto è data da una particolare struttura della coda “a falce” più simile a quella di certi anfibi ma ugualmente efficace con tutte le specie di pesci predatori. Rispetto alla maggior parte degli shad con coda a pala il nuoto è evidente anche su recuperi lentissimi.
Precisi rapporti di costruzione I pesci di gomma morbida fondano gran parte del loro movimento attirante sugli ondeggiamenti prodotti dalla coda, ma nelle versioni tecnologicamente avanzate si nota anche un effetto rollio che deriva dalla particolare struttura del corpo che rende l’azione di nuoto ancora più naturale. Per ottenere questi movimenti nulla, all’atto della progettazione, deve essere lasciato al caso e qualsiasi componente anatomica deve essere attentamente elaborata per ottenere dal pesce finto il massimo delle prestazioni. La testa deve essere in gomma piena per alloggiare stabilmente la parte anteriore dell’amo, anche durante i lanci forzati. Il corpo, schiacciato e allungato, favorisce l’effetto rollio; una scanalatura sul ventre può migliorare l’alloggiamento dell’amo. La coda, molto compressa e sottile, deve essere anche abbastanza voluminosa per catturare acqua e migliorare l’azione di nuoto.

Altro gruppo di shad vinilici è quello dotato di coda biforcuta. Molto simile a quella dei pesci veri, questo tipo di coda non ha un’azione di nuoto propria e, per essere animata e resa efficace, necessita di strappetti con la canna e recuperi molto variati. La piombatura per questo gruppo di shad può essere assente o aggiunta sul gambo dell’amo, nel primo caso avremo risposte più immediate nel movimento (anche della coda) durante il recupero a strappetti.
Il segreto è nella coda Il “nuoto di coda” che rende gli shad siliconici tanto efficaci può essere sviluppato in maniera molto diversa. Tutto dipende da come è strutturata l’appendice posteriore del corpo che può avere una forma a falce come i piccoli grub siliconici. L’azione di nuoto è molto sinuosa e vivace anche a basse velocità di recupero. Completamente differente è invece il movimento sviluppato dalla coda “a pala”, schiacciata a 45 o 90 gradi rispetto al corpo, che sviluppa ondeggiamenti più realistici ma che richiede recuperi più veloci per muoversi. Esistono anche code di gomma che riproducono fedelmente l’appendice caudale ma sono anche quelle che si muovono meno e, per conferire all’esca capacità attirante, richiedono recuperi a strappetti piuttosto vigorosi.

Un persico catturato con il più semplice degli inneschi, la jighead di pochi grammi montata su mini shad lungo pochi centimetri.
Zavorra e armatura, due componenti base Gli shad gommosi sono essenzialmente formati da due parti ben distinte: il corpo morbido e l’armatura rigida. Quest’ultima è quasi sempre parte integrante della zavorra ed è in pratica una specie di testa in piombo sagomata che fa parte di un amo singolo e di tipo a gambo lungo: la cosiddetta “jighead”. Questa componente, assieme alla coda del corpo gommoso è la parte più importante dell’imitazione. C’è stata una piccola evoluzione su questo particolare “anatomico”: si è partiti da una forma tonda (round jighead), derivata dal fatto che i corpi degli shad siliconici erano inizialmente venduti separati dalle teste, costituite appunto da ami piombati a testa tonda, gli stessi che andavano a costituire l’armatura dei vermoni siliconici prima dell’avvento di inneschi particolari stile Texas o Carolina. Nel giro di poco il piombo prese la forma della testa di un pesciolino che venne venduto sempre più spesso in confezioni già pronto per l’uso. Con i materiali e gli stampi super moderni dei nostri giorni, la testa piombata è oggi perfettamente simile a quella dei pesci preda più comuni, con tanto di opercoli branchiali in rilievo e occhi tridimensionali. Ad essa è collegato un amo di generose dimensioni (a volte sin troppo!) che esce sulla schiena in modo da evitare incagli tra gli ostacoli del fondo. L’amo posizionato in questa maniera presenta tuttavia un inconveniente: si trova troppo vicino alla testa e se il predatore, come spesso accade, non assale, ingoiandolo, tutto il pesce, le ferrate a vuoto saranno un po’ troppo numerose. Per questo motivo molti modelli adottano un’ancorina posizionata sulla coda e fissata alla testa piombata con un bracciolo di acciaio esterno al corpo o, meglio, interno ad esso.

Inizialmente i pesci di gomma venivano innescati tutti con i comuni ami da jig a zavorra sferica (jighead), sistema molto valido ancora oggi.

Oggi molte jighead riproducono fedelmente e con effetto tridimensionale la testa delle principali specie di pesce foraggio. Nella foto una selezione di Ori-jig della VMC.
Variazioni sul tema Abbiamo detto che la jighead è stata ed è ancora oggi il sistema di innesco più usato per appesantire le nostre shad gommose. L’amo è solidale con il piombo ed avendo l’occhiello rivolto verso l’alto evita agganci con il fondo. Ben presto la parte pesante della jighead ha cambiato forma per adeguarsi o contrastare la forza della corrente, raggiungere più in fretta il fondo o migliorare l’0azione di nuoto dello shad, sono così nate jighead con teste a forma di pallone da football americano, banana style, siluro style eccetera. E, per diventare ancora più solidali con lo shad gommoso, hanno copiato la forma delle teste dei pesci esca, come la serie della VMC che vediamo qui sopra. Ma non è tutto: in tempi più recenti la zavorra di piombo è stata disassata dall’amo, rimanendo attaccata al corpo dello shad solo attraverso l’occhiello dell’amo. In questo modo lo shad di gomma, meno solidale alla zavorra, migliora l’azione di nuoto risultando ancora più efficace, specialmente nei recuperi variati con saltelli.

Una montatura molto semplice ed efficace, soprattutto quando dobbiamo innescare e zavorrare piccoli shad per tentare persici o sandre, è la cosiddetta cheburashka che utilizza un pallino da mettere davanti all’amo non solidale con questo ma libero di muoversi. In questa maniera il piccolo shad sembra proprio un pesciolino che razzola sul fondo in cerca di cibo.

Una variante alla montatura camorashka che utilizza un amo doppio al posto dell’amo singolo. Aumenta la sicurezza delle ferrate, ma purtroppo anche il rischio di agganciare il fondo. Senza dubbio più indicata nei recuperi a saltelli a mezz’acqua.
Cambiamo peso Anche se disponibili in tantissime grammature, le jighead hanno dei limiti di funzionamento, specialmente nelle misure e pesi maggiori. E, molto spesso, l’amo singolo rivolto verso l’alto e posizionato vicino la testa non è sufficiente a garantire delle ferrate sicure. Ecco venirci in aiuto montature con più ami o ancorette che possiamo disporre a nostro piacimento lungo il corpo dello shad gommoso e sulle quali possono essere aggiunte zavorre di peso variabile. Robustissime, hanno piombi da aggiungere o togliere nella parte anteriore della montatura e sono estremamente pratiche.

Il Belly Pike Rig di VMC è stata ideato dalla casa francese per innescare grossi shad e cambiare zavorra senza dover smontare tutta la montatura. Perfetta per armare pesci voluminosi da lucci e siluri, viene venduta con zavorre intercambiabili da 5 – 10 – 15 grammi.

Pesi nella gomma L’ingegno umano non ha limiti e, nel tentativo di cambiare peso al nostro shad senza dover cambiare misura del pesce oppure tagliare il filo per cambiare tutto, si è arrivati a soluzioni geniali. Come, per esempio, aggiungere pesi in tungsteno sulla pancia del pesce, una soluzione che tra l’altro migliora l’assetto dello shad anche quando lo lasciamo scendere verso il fondo senza recuperare, col filo teso. Rispetto al piombo il tungsteno ha un peso specifico inferiore quindi possiamo aggiungere zavorre a parità di peso più piccole e meno visibili al pesce, lasciando al pesce stesso una migliore capacità di nuoto.

Nel Soft Peto prerigged by Rapala il peso in tungsteno è avvitato nel corpo dello shad e può essere facilmente sostituito con altri pesi della gamma Screw Diver. L’armatura, costituita da un’ancoretta VMC, è fissata al corpo dello shad con una calamita e si stacca al minimo cenno di abboccata.
Piombature offset Fin qui abbiamo parlato di piombature solidali con la swimbait gommosa che tuttavia hanno un limite pratico: la zavorra lega un po’ troppo i movimenti del corpo del pesce finto, lasciando tutta l’attrattiva alla sola coda che rimane l’unica appendice libera di muoversi. Una swimbait bene innescata deve invece poter muovere anche esibire movimenti rollati, quegli ondeggiamenti del corpo sul proprio asse che fanno sembrare la swimbait un pesce malaticcio e con evidenti problemi di assetto, la preda ideale per i luccioni o i grossi bass smaliziati. Per garantire questo tipo di movimento sono state ideate piombature sul gambo degli ami offset: spostando tutta la zavorra in basso e fuori dal corpo dello shad si agevola il nuoto rollato del pesce ottenendo presentazioni molto più naturali e spesso essenziali quando si recupera molto lentamente e in acque ferme presso il fondo.

Gli ami VMC per shad/swimbait Heavy Duty Fixed Weight della linea Mystic sono specifici per grossi shad gommosi ed hanno la piombatura fissata sul gambo dell’amo. Si fissano avvitando la molletta nella testa dello shad e poi la punta nel corpo. Si ottiene così una perfetta azione di nuoto e un ottimo effetto anti incaglio.

Due esempi di piombature sul gambo dell’amo, ottenute rispettivamente con ami VMC con zavorra fissa e intercambiabile. Il peso sul gambo varia da pochissimi grammi ad alcune decine, permettendo di raggiungere qualsiasi fondale senza interferire troppo sull’azione di nuoto della swimbait gommosa.

Una piombatura minima sul gambo dell’amo offset ha convinto questo big bass sospeso a mezz’acqua.
Armature piombate e attiranti Gli shad gommosi sono eccezionalmente attiranti ma… se vogliamo aggiungere ulteriore attrattiva? Ecco venirci in aiuto gli ami piombati con palette rotanti, ottima soluzione se vogliamo aggiungere alla nostra swimbait morbida vibrazioni attiranti, flash luminosi o un maggiore volume o visibilità. I migliori modelli sul mercato dispongono di girella su cuscinetto a sfera tra la paletta e il bracciolo in filo di acciaio e vengono prodotti in molteplici grammature e misure.

L’amo con paletta Heavy Duty Fixed Blade Swimbait è stato ideato per armare shad voluminosi. Le vibrazioni attiranti della paletta aggiungono potere attirante allo shad che diventa micidiale in condizioni di forte reattività del pesce.





