A due passi dal centro di Milano un laghetto che sa ancora offrire qualche ora di sano divertimento tra carpe, bass, lucci, persici reali ma anche trote nel periodo invernale

I pescatori milanesi possono contare ancora oggi su un discreto numero di ambienti ove esercitare la loro passione con ragionevoli speranze di successo: sono i numerosi laghetti dell’hinterland milanese, ex cave per l’estrazione di inerti (sabbia a e ghiaia) nate tutte nella seconda metà del secolo scorso per soddisfare il bisogno di materiali edili. Il tempo e la naturalizzazione delle rive le ha rese agibili per tutti, con sponde percorribili e di facile accesso. La pesca in queste acque può essere esercitata in base alla proprietà e alla gestione, la maggior parte di esse è stata acquistata da privati ed è fornita di servizi quali comodi parcheggi, bar o ristoranti. Costantemente ripopolate, queste cave consentono di fare belle pescate anche di solo due ore, l’ideale per chi non ha troppo tempo a disposizione. Un numero minore di tali ex cave è tuttavia gestito da associazioni di pescatori alcune delle quali vantano decine di anni di attività sociale. In questi laghetti la popolazione di pesci adatti alla pesca sportiva è ancora quella che era stata immessa decine di anni addietro, quando l’acqua di falda occupò stabilmente tali immense escavazioni. Troviamo bass, persici reali, pesci gatto di varie specie ed in alcune persino lucci. Nelle cave più profonde (oltre i quindici metri) le società di pesca immettono anche trote, quasi sempre iridee, limitatamente al periodo invernale. Il quadro delle prede insidiabili è perciò alquanto eterogeneo; sta poi al pescatore rivolgere le attenzioni alla specie di pesce che più interessa, in funzione delle stagioni o delle maggiori chances di cattura.

Nella Cava Cabassi da anni è obbligatorio il rilascio del pescato, e i risultati si vedono. I pesci crescono, supportati anche da ripopolamenti mirati.
NEL PARCO DELLE CAVE Restando in ambito acque milanesi, è quindi giocoforza fare riferimento ai laghetti che hanno conservato nel tempo una buona pescosità grazie a una gestione di tipo associativo, come per esempio quelle che gestiscono i tre laghetti all’interno del Parco delle Cave, area a verde pubblico nata agli inizi del secolo a due passi da Milano. Il Parco delle Cave è tra le aree comunali più estese di Milano, con i suoi 135 ettari di superficie, è terzo per estensione e fa a sua volta parte del Parco agricolo sud Milano, nella periferia ovest del capoluogo. Circondato dai quartieri di Quarto Cagnino, Baggio e Quinto Romano, è caratterizzato da quattro laghetti ex cave, uno stagno, boschi, corsi d’acqua, orti urbani, un’area agricola con marcite e da alcune vecchie cascine ristrutturate (la più famosa è la secolare Cascina Linterno). Dei quattro laghetti, tre sono storicamente gestiti da associazioni di pesca che ne curano la salvaguardia e i ripopolamenti di pesce. La cava Cabassi, così definita perché faceva parte dell’immenso terreno un tempo di proprietà del noto imprenditore milanese, è senza dubbio la più facile da raggiungere e fruibile a tutti, dietro pagamento di un permesso annuale di pesca di poche decine di euro, o si un semplice permesso giornaliero. Vi si può pescare tutto l’anno e, da giugno a settembre, anche di notte. Il regolamento interno consente la pesca alle principali specie ittiche che sono numerose e, per chi pesca a spinning e mosca, costituite principalmente da bass, persici reali, lucci, pesci gatto e, nella stagione invernale, trote. Con una profondità massima di 13 metri e una discreta superficie, la cava Cabassi è la meta ideale anche per chi non ha molto tempo a disposizione: in un’ora la si può percorrere tutta, se si fanno tecniche di movimento come lo spinning, il 90 percento delle sue sponde sono comodamente fruibili. Per chi proviene dal centro di Milano la si può raggiungere anche con i mezzi pubblici. Essendo all’interno di un parco comunale, l’unico consiglio “tattico” che si può dare è quello di affrontarla in orari lontani dall’accesso dei visitatori, che soprattutto dalla primavera all’autunno possono creare qualche disagio a chi arriva con la canna da pesca. Poiché l’intenzione dell’Associazione che gestisce questo laghetto è quella di mantenere inalterata la pescosità, da anni è stato istituito un regolamento no kill con il rilascio obbligatorio di tutte le catture, eccezion fatta delle trote iridee che vengono immesse limitatamente al periodo invernale e per il siluro, considerato pesce nocivo. Inoltre l’Associazione segue un programma annuale di ripopolamenti, la maggior parte dei quali a base di pesci predatori.

L’associazione che gestisce la pesca in Cava Cabassi organizza varie manifestazioni volte ad aggregare socialmente i soci iscritti. Nella foto i partecipanti al contest di carpfishing.
UN LUNGO SODALIZIO L’A.P.C.C. – Associazione Pescatori Cava Cabassi – nasce il 25 ottobre del 2000 dopo una presenza di alcuni anni sul territorio come “Comitato Pescatori Cava Cabassi”. Lo scopo principale della costituzione del Comitato Pescatori non è stato, da subito, quello di esercitare l’attività della pesca dilettantistica, poiché inizialmente era necessario dare un forte contributo al processo di bonifica del territorio, soprattutto con una costante e assidua presenza di personale volontario sull’intera area del Parco delle Cave. Per tali motivazioni, un piccolo gruppo di amici pescatori e frequentatori della Cabassi costituirono il Comitato Pescatori Cava Cabassi dando un contributo fondamentale all’opera di bonifica del territorio che, prima della realizzazione del Parco delle Cave, era fortemente degradato. Successivamente il sodalizio, visto il sempre crescente consenso dei cittadini, modificava il proprio stato giuridico eleggendosi in associazione di volontariato e dando vita alla A.P.C.C. –Associazione Pescatori Cava Cabassi, che diventerà ONLUS nel 2002. Oggi come ieri, l’Associazione si propone, soprattutto attraverso opere di volontariato svolte dai propri soci, di diffondere e migliorare, per i cittadini fruitori del Parco delle Cave, la riqualifica ed il rispetto delle risorse naturali del Parco, con particolare attenzione per il Lago Cabassi e la flora e fauna ivi presenti. L’A.P.C.C. intende portare in ottime condizioni ecologiche questo specchio d’acqua provvedendo a periodiche immissioni di fauna ittica, nel pieno rispetto delle direttive emanate dagli enti competenti. Per il raggiungimento delle proprie finalità e dei propri scopi sociali l’A.P.C.C. diffonde il volontariato, organizza gruppi di lavoro volti alla riqualifica e salvaguardia del parco, organizza e autogestisce manifestazioni ludico-sportive, ricreative e culturali, collabora alla difesa e al recupero ambientale.

Il luccio è la preda più ambita per chi pesca a spinning alla Cava Cabassi. Sono presenti esemplari di tutto rispetto, ma la loro cattura non è affatto facile.

Persici di discreta pezzatura attaccano mini jig e vermetti di gomma con coda twister. Periodo migliore: da settembre a novembre.
SPINNING SISTEMA VINCENTE Per chi si reca alla cava Cabassi con l’attrezzatura da spinning, il primo consiglio è quello di insistere quando c’è poco affollamento di visitatori, in giornate con tempo coperto o piovoso. Per il bass, il periodo migliore è l’inizio primavera, da marzo a fine aprile e poi quello autunnale. Poiché i bass della Cabassi sanno leggere, scrivere e… fare di calcolo, data la grande pressione di pesca esercitata da numerosi bassmen milanesi, non limitiamoci ad usare artificiali stra-conosciuti ma proviamo a sperimentare esche alternative e dal movimento innovativo. Un artificiale che funziona bene soprattutto con acque tiepide è lo spinnerbait di piccola grammatura (1/4 – 3/8 di oncia) che, per le sue dimensioni poco intrusive, agisce da richiamo per bass grandi e piccoli. Lo stesso tipo di artificiale, ma di dimensioni molto maggiori, risveglia l’interesse dei lucci, alcuni dei quali ancora presenti in Cabassi con taglie da record, per i quali selezioneremo esche di grande misura, le uniche in grado di solleticare l’interesse degli esemplari XXL. Inutile ricordare che, per l’esocide, il cavetto è d’obbligo e che durante il periodo di chiusura del luccio è vietato utilizzare esche artificiali superiori ai 10 centimetri.

Nel laghetto sono ancora presenti bass di taglia elevata, molto difficili da convincere ma non impossibili. Periodi piovosi, con bassa pressione e poca pressione di pesca sono i più redditizi.
TROTE INVERNALI Con l’arrivo dell’inverno, la cava viene ripopolata con trote iridee di buona pezzatura che vanno a colmare gli eventuali “cappotti” su altri pesci che si spostano al largo e in profondità per il raffreddarsi dell’acqua. I lanci vengono effettuati a cadenza quindicinale e per ogni giornata di pesca è possibile trattenere al massimo tre esemplari di trota. Lo spinning è ancora una volta la soluzione migliore, ma anche gli appassionati di trota lago possono togliersi belle soddisfazioni ricorrendo alla tecnica di pesca con la bombarda per cercare i branchi di trote al largo o a sistemi altrettanto sofisticati come a “piombino” sottoriva.

Da dicembre a febbraio vengono immesse trote di taglia: si possono tenere fino a tre capi per ogni giorno di pesca.
PRIMAVERA PERIODO TOP il periodo in assoluto migliore per tentare la cattura di qualche bel bass è l’inizio della primavera, quando i bass più belli si portano lungo la sponda più esposta a sud e con piante in acqua, in cerca di gamberi e pesce foraggio per ritemprarsi dal freddo invernali e fare il pieno di energie in vista della riproduzione, cha alla Cava Cabassi inizia generalmente alla fine di aprile. In questa fase l’acqua della cava è limpida e la caccia al bass non è affatto facile: dovendo pescare da rive quasi sempre alte, il nostro amico ci vedrà facilmente mettendosi subito in allarme. Dovremo quindi munirci di occhiali polarizzanti (i classici Polaroid) e cercare di localizzare il basso prima che sia lui a vederci. Poi, con lanci precisi e pose leggere, proveremo a proporgli imitazioni di gambero spiombati oppure jig con gamberi tra i più leggeri.

Un grosso esemplare catturato con imitazione di gambero a fine inverno. Pesci di questa taglia non sono affatto facili da convincere per la pressione di pesca e l’assuefazione di questi pesci a gran parte delle esche classiche per il bassfishing.
CARPE PER TUTTI La Cava Cabassi è nota per l’abbondanza di carpe, regine e a specchio, immesse annualmente e che possono raggiungere taglie molto interessanti. Come i bass a spinning, anche i più grossi esemplari non sono facili da convincere poiché sono diventati molto diffidenti (la maggior parte è stata già catturata e rilasciata più di una volta) e quindi i migliori carp hunter devono ingegnarsi a trovare nuove esche o tecniche sempre più convincenti. I risultati comunque non tardano ad arrivare e, dopo essersi fatta una certa esperienza, anche i neofiti di questa pesca possono togliersi belle soddisfazioni.

INFO:
Associazione Pescatori Cava Cabassi, via Forze Armate, 320A – 20152 Milano MI
Tel: 340 6736858
Pagina Facebook: Cava Cabassi
Per chi proviene con un proprio automezzo, parcheggi gratuiti sono possibili in via Forze Armate, via Milesi, via Cancano e via Fratelli di Dio, sempre in Milano zona Baggio.





Tra Baggio e Milano, in pieno parco delle Cave, un ambiente tranquillo dove poter svolgere la nostra passione di pescatori in completo relax.