Pagelli sottocosta con la canna da bolentino

Il pagello, detto anche fragolino, è un pesce attivo tutto l’anno, con picchi da settembre a marzo. Richiede canne sensibili e ami del n. 4-8. La pesca si pratica principalmente a bolentino dalla barca su fondali misti, sabbiosi o rocciosi tra 20 e 100 metri, utilizzando lenze con robusti vermi, gamberetti vivi o congelati, calamari e sarda

Il pagello (Pagellus erythrinus) è un pesce pregiato in cucina e abbastanza comune, facile da riconoscere perché caratterizzato da una colorazione bruno rosata sul dorso che sfuma con livree rosa sui fianchi. Fa vita gregaria, grufolando nei fondali misti di sabbia, fango, scogli e posidonia. Nel periodo della primavera, quando si unisce in branchi con i suoi simili di varia taglia, nel momento di compiere il suo ciclo riproduttivo formando il cosiddetto “montone”, diventa voracissimo per contendersi il cibo. Questo è il momento propizio per calare le esche là dove stazionano i gruppi di pagelli pronti per la riproduzione. E con una barca sapientemente pilotata avremo ottime garanzie di successo impiegando la tecnica principe per tentarne la cattura: il bolentino.

Nel pagello dominano i colori rosati e rossi, non a caso è chiamato anche fragolino.


RICONOSCERLO E’ FACILE

Il pagello fa parte dell’Ordine dei Perciformes e della Famiglia degli Sparidae. Ha l’aspetto tipico di uno sparide, alto e compresso lateralmente. Il muso è più acuto che nelle altre specie di Pagellus e la fronte è quasi rettilinea. La livrea è rosata sul dorso e fianchi per degradare nell’argenteo del ventre. Il pesce vivo ha punti azzurri su tutto il dorso e un bordo di colore rosso all’opercolo branchiale. Raggiunge 60 centimetri di lunghezza. Il suo areale comprende il Mar Mediterraneo, il Mar Nero (dove però è raro) e le coste dell’Oceano Atlantico orientale tra l’Angola e la Manica, occasionalmente più a nord. È comune lungo le coste italiane. Vive di solito su fondi mobili, soprattutto a sabbia grossolana, tra 5 e 150 metri di profondità. I giovani sono più costieri. Si nutre principalmente di invertebrati ma anche di piccoli pesci. La femmina emette uova pelagiche in primavera ed estate. È un ermafrodita proterogino, ovvero nasce femmina per diventare maschio con l’età, ma esistono anche maschi primari, vale a dire per tutta la vita.

Pesce di branco, il pagello è abbastanza facile da catturare, ma possono capitare giornate nelle quali mostra una certa lunaticità e ritrosia nell’abboccare. Ma nella maggior parte delle uscite le catture non si fanno desiderare e allora è possibile prenderne tanti.

UN PESCE LUNATICO

Il pagello è una preda tutto sommato facile, ma a volte mostra una lunaticità difficile da capire. Spesso e volentieri, per esempio, a un cambio di vento o al suo calo fino alla bonaccia, le tocche dei pagelli smettono del tutto! In linea generale, comunque, se c’è mare calmo e pochissima corrente, i pagelli mangiano in modo svogliato e allora è necessario imprimere la ferrata non appena si avverte la prima o al massimo la seconda tocca leggerissima. Non dimentichiamo, infine, che i pagelli sono pesci grufolatori e a 70 metri di profondità… tutto è relativo! È necessario fare attenzione: se su cinquanta pesci ne perdiamo un paio… beh ci può stare. Ma se perdiamo tre o quattro o più pesci, è necessario sostituire rapidamente il finale già pronto nel rollino con ami vergini più acuminati.

Il pagello mangia a qualsiasi orario, anche di notte se avremo il coraggio di uscire con la barca.

L’ATTREZZATURA GIUSTA

Maggio è uno dei mesi migliori per insidiare questo colorato pesce di branco ed il bolentino è da sempre considerata la tecnica principe per effettuare efficaci battute di pesca nel medio fondale. Per quanto riguarda le attrezzature di base, dovremo orientarci su alcune tipologie di canne, corredate di validi mulinelli; oppure, sui bolentini classici a mano, costituiti da piccoli telai di sughero su cui avvolgere le lenze madri.

A bolentino le maggiori catture si fanno a fine primavera, innescando robusti vermi oppure gamberetti.

BOLENTINO CON LA CANNA

Se abbiamo deciso per il bolentino con la canna, dei buoni attrezzi sui 4 – 4,5 metri in fibra di carbonio assicureranno egregiamente le funzioni richieste. Con canne di questa misura avremo la certezza di giostrare con sicurezza prede di taglia comune, ma anche i soggetti più grossi. Importanti sono i componenti, in particolare gli anelli che dovranno essere antiusura (i migliori sono quelli in Sic in carburo di silicio) per reggere bene al passaggio dei fili, compresi quelli trecciati che, come risaputo, tagliano inesorabilmente i passanti più scarsi. Inoltre, le canne dovranno avere una buona conicità strutturale con un’azione di punta per meglio supportare le tensioni della lenza, soprattutto quando si utilizzano piombi di 150 o 200 grammi necessari quando le correnti marine sono sostenute. Per adeguarsi meglio a queste grammature, che possono variare parecchio, alcun modelli di canne da bolentino sono dotate di alcuni vettini per una migliore applicazione in pesca.

Il mulinello da abbinare alla canna da bolentino deve essere di taglia 4000 o 5000.

IL MULINELLO

La scelta dei mulinelli da abbinare, rigorosamente a bobina fissa, va sui modelli di taglia 4000 o 5000, con frizioni sicure e con ingranaggeria robusta. Nel caso si scelga il bolentino a mano senza canna, ossia il classico telaietto di sughero, avvolgeremo almeno 250 metri di lenza in monofilo nei diametri 0,70-0,80-0,90, per meglio manipolarlo quando si cala, quando si recupera e quando lo si stende a pagliolo.

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Renzo Della Valle
Renzo Della Valle
RENZO DELLA VALLE Classe 1960, pesca da una vita in acqua dolce e in mare. Dal 1984 ha iniziato a collaborare come giornalista freelance presso le principali riviste di settore e dal 1994 ha aderito al progetto editoriale del mensile Il Pescatore d’acqua dolce prima come collaboratore e poi come capo redattore. Nel 2009 ha diretto la rivista Pescare. Numerosa e diversificata la produzione di libri e manuali sulla pesca sportiva. Continua a “essere sul pezzo” tenendosi in contatto con i migliori pescatori sportivi italiani e stranieri e fornendo un’informazione aggiornata sull’evoluzione delle tecniche che fanno parte della pesca sportiva.

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