Le grandi invenzioni non nascono solamente negli asettici laboratori di ricerca; a volte scaturiscono dalle osservazioni della natura e sono il risultato di geniali intuizioni sui rapporti che legano gli esseri viventi nella loro eterna lotta per la sopravvivenza. Gli artificiali Rapala prendono il nome proprio dal loro geniale inventore, un umile pescatore finlandese che, nelle interminabili ore passate ad osservare i pesci del suo lago e i legami che esistono tra prede e predatori, ebbe una felice intuizione che trasformò per sempre la sua povera vita e quella di noi moderni pescatori, rendendolo famoso in tutto il mondo

La storia di questo grande personaggio comincia nei primi anni del secolo scorso. Su un’isola della regione dei laghi nella provinciadi Sysma, nella Finlandia centrale, una donna di nome Mari lavora presso una grande azienda agricola e dà alla luce Lauri; il bambino non conoscerà mai il padre; il cognome lo acquisisce solo a cinque anni, quando il parroco del luogo decide di chiamarlo Rapala dal nome del piccolo villaggio natale. In una regione caratterizzata da immense foreste, centinaia di laghi, pochi abitanti e lunghi inverni la vita non è certo facile e la miseria è tanta. Per questo a sette anni Lauri si trasferisce più a sud, nei pressi del paese di Asikkala ove la madre spera di potere dare al figliolo un tenore di vita migliore. Ma per un ragazzo di umili origini come lui le possibilità di lavorare non sono molte. Decide di tentare con la pesca professionale, un’attività a quei tempi massacrante se si considera che si svolgeva nella mancanza più assoluta di macchinari. L’esito della pescata poteva essere soddisfacente o deludente; allora come oggi la pesca conosceva alti e bassi non sempre dipendenti dall’abilità del pescatore. A vent’anni Lauri si sposa: dalla moglie Elma; avrà ben sette figli. La famigliola si trasferisce in un altro paese alla ricerca di miglior fortuna ma deve adattarsi a vivere in condizioni molto modeste. I primi anni di matrimonio trascorrono anch’essi in un’estrema povertà, ma il peggio arriva con la grande depressione economica degli anni ‘30 che si ripercuote pesantemente anche sul forte popolo finlandese. In un tale clima di ristrettezze l’unica fonte di reddito resta la pesca e Lauri moltiplica gli sforzi nel tentativo di garantire alla famiglia un tenore di vita decoroso.

Lauri Rapala (1905 – 1974) è universalmente riconosciuto come il padre della moderna pesca con i pesci artificiali.

Come tutte le case di pescatori finlandesi, anche quella di Lauri Rapala era poverissima. Qui il geniale inventore iniziò a produrre le sue prime esche artificiali.

La vita faticosa dei pescatori finlandesi lasciava brevi momenti di pausa, durante i quali Lauri Rapala cominciò a studiare le reazioni del pesce foraggio nei confronti dei suoi predatori. Il disegno, divenuta una vera icona della pesca, raffigura Lauri mentre intaglia dal legno di pino le prime rozze imitazioni di pesce foraggio.
Intuizione geniale
Durante le uscite a pesca sul limpido lago Paijianne, il suo preferito, Lauri ha il tempo di osservare, tra una calata di reti e l’altra, il meraviglioso mondo subacqueo. Il bravo pescatore scopre che solo alcuni tra i tanti piccoli pesci preda che vivevano nel lago cadevano vittima di trote, lucci e persici. A forza di osservare le reazioni tra prede e predatori egli arriva perfino a prevedere quali sarebbero state le vittime. Invariabilmente si trattava di pesci deboli, malati, feriti o menomati che avevano un nuoto anomalo rispetto agli altri e, quindi, attiravano l’attenzione dei predatori rappresentando un facile bersaglio tra le centinaia di pescioletti del branco. In gruppo i piccoli pesci avevano un solo mezzo per difendersi dagli attacchi: spostarsi in gruppo o mimetizzarsi.

I primi prototipi di Rapala erano intagliati dal legno di pino, molto comune nelle foreste finlandesi. Solo in seguito questa essenza vegetale venne sostituita dal più leggero e galleggiante legno di balsa.

Il primo pesce finto Rapala venne prodotto da Lauri nel 1936. Nonostante i materiali impiegati fossero molto economici, l’efficacia di questa prima esca artificiale fu rivoluzionaria e tutti gli amici pescatori professionisti di Lauri cominciarono a chiedergliene una copia.

Ideato il primo pesce finto e scoperta la sua grande efficacia tra i pescatori finlandesi della regione, Lauri Rapala costruisce le prime attrezzature rudimentali per realizzare le sue esche in catena di montaggio. Le possiamo vedere ancora oggi nel piccolo museo allestito presso la sede centrale Rapala a Vaaksy Finland.
Il primo Rapala
Scoperto il mistero, per Lauri ora si trattava di realizzare un pesce finto del tutto simile, per colore e forma ma soprattutto per movimento, a quelli prescelti dai predatori che egli prendeva con le reti. Facile a dirsi, ma non a farsi… Dopo anni di assidua osservazione e sperimentazione, nel 1936 Lauri riesce a mettere a punto il suo primo pesciolino finto. Il primo Rapala esiste ancora oggi: è nero sul dorso, dorato sui fianchi e bianco sul ventre. I materiali usati erano poverissimi: legno di pino come materiale del corpo e stagnola raccolta dalla confezione dei dolci e di formaggio per rendere i fianchi argentei. I risultati pratici furono talmente esaltanti che spesso Lauri catturava più pesce con la sua esca artificiale trainata a mano dalla barca che con le reti. Quando la moglie lo convince a mettersi nel commercio, per Lauri sembra profilarsi un futuro economico migliore. Ma nel 1939 la Finlandia entra in guerra ed egli deve difendere la patria dall’attacco dell’invasore. Al suo rientro Lauri Rapala dovrà ricominciare tutto daccapo!

Alcune esche Rapala prodotte tra il 1940 e il 1944. La costruzione è ancora rozza ed essenziale, ma la loro efficacia rimane insuperabile.



Nel 1962 viene pubblicato un articolo sulla rivista americana LIFE che descrive le straordinarie capacità catturanti del pesce finto Rapala. Il riscontro è tale da creare un’immediata richiesta dei pescatori yankee. Le ristrettezze economiche per Lauri Rapala sono finalmente finite!
Sforzi premiati
Ma il tenace pescatore finnico non molla e nel frattempo la richiesta locale di artificiali Rapala continua a crescere al punto che uno dei figli maggiori di Lauri, Ensio, si vede costretto ad aumentare l’organico dell’azienda e automatizzare alcuni passaggi costruttivi dei pesci finti che, tuttavia, in molte fasi di lavorazione restavano, allora come oggi, rifiniti a mano. Ma la vera svolta economica arriva solo nel 1962, quando un giornalista americano pubblica sulla rivista “Life” un breve articolo incentrato sul successo dei Rapala e, per pura coincidenza, sulla copertina di quello stesso numero viene pubblicata anche la notizia con foto della tragica scomparsa di Marilyn Monroe, la diva del momento. Il boom di vendite del giornale dà modo ai pescatori americani di conoscere l’esistenza dei Rapala, al punto che nello stesso anno l’azienda di Lauri stipula un grosso contratto di vendita con la Normark che diviene così esclusivista del marchio Rapala per tutto il Nord America. Il successo, per Lauri e la sua famiglia è finalmente raggiunto, ma a che prezzo!

La sede centrale a Vaaksy, nei primi anni di attività. Oggi Rapala è una multinazionale con fabbriche sparse in vari Paesi del Nord Europa.
La prima fabbrica Rapala
Per rispondere all’incontenibile richiesta la Rapala si trasferisce nella città di Vaaksy, che a tutt’oggi resta sede centrale della fabbrica e degli uffici. Al Rapala originale, dalle caratteristiche galleggianti, ne seguono altri che permettono di attuare nuove e sorprendenti tecniche di pesca. Il successo commerciale della fabbrica Rapala è ormai consolidato. Ma nel 1965 la vita del vecchio Lauri viene funestata da una nuova disgrazia: Kauko, il più giovane dei figli, annega nello stesso lago che aveva visto nuotare i suoi primi pesci finti. Tra i pantaloni del ragazzo viene trovato impigliato un Rapala. Lauri vuole credere che questo sia un segno del destino: la natura, che nel tempo si era rivelata con lui tanto generosa, aveva voluto prendersi un terribile compenso. Il vecchio pescatore resta tanto scioccato da non riprendersi più. Sempre più triste e angosciato si ritira a vita privata e, il 20 ottobre del 1974, all’età di 68 anni muore lasciando ai figli superstiti l’enorme eredità, frutto di una lunga fatica e la grande responsabilità di tramandare la sua fantastica invenzione.

Lauri con i quattro figli maschi, anch’essi grandi pescatori. Il più giovane, Kauko, perirà tragicamente nello stesso lago dove Lauri aveva fatto nuotare i suoi primi pesci finti.
Rapala oggi
Dopo la scomparsa del suo fondatore la Rapala ha continuato a crescere in tutto il mondo, dapprima con la conduzione dei figli che hanno poi fatto consociare l’azienda ad altre compagnie di vendita sparse in numerose nazioni che oggi, nel complesso, danno lavoro a svariate centinaia di persone. Oltre alla sede centrale di Vaaksy esistono altre fabbriche in quattro Paesi diversi. Da sola la Rapala copre il cinquanta per cento della produzione mondiale di pesci finti. In un anno vengono prodotti e venduti svariati milioni di pezzi. Il mercato americano assorbe da solo circa l’ottanta per cento di tale produzione che negli ultimi anni ha toccato la cifra totale di duecento milioni di Rapala. Bastano queste cifre per spiegare quali dimensioni abbia assunto, negli anni, la vendita Rapala nel settore delle esche artificiali. Per ottenere questi risultati l’azienda finlandese ha sempre rispettato la filosofia del suo fondatore, ossia dare la priorità innanzitutto alla qualità e all’azione di nuoto del prodotto finale, ma ha puntato molto anche sulla ricerca e sullo sviluppo di nuovi modelli col duplice obbiettivo di far fronte a un’agguerrita concorrenza e offrire ai pescatori di tutto il mondo pesci finti sempre più catturanti. Per questi motivi si stanno saggiando nuove vie per la progettazione e la costruzione delle serie di Rapala. Accanto ai modelli in legno di balsa, ancora oggi efficaci, si stanno elaborando anche le serie in materiale plastico, perfettamente funzionanti e rifinite secondo la tradizione di qualità Rapala. Ciascuna nuova serie che ogni anno va ad accrescere la grande famiglia Rapala non è ideata a caso ma è il frutto di mesi, a volte anni, di attente e mirate sperimentazioni. Molto importante è anche il contributo dei pescatori che vengono contattati per dare un giudizio “sul campo” dei nuovi prodotti. L’azienda ripone in questi appassionati una grande fiducia poiché solo loro possono dare un contributo costruttivo sul rendimento delle nuove esche in condizioni di pesca particolari o in certe zone. Ecco perché le esche Rapala sono efficaci nelle acque di tutto il mondo, sia in acqua dolce sia in mare.

Poco distante dalla fabbrica di Vaaksy c’è una grande statua che commemora il grande pescatore e di cui tutti i finlandesi vanno molto orgogliosi.

Famoso e avanti negli anni, Lauri si concede qualche pescata con la canna e i suoi artificiali a quei pesci che nella sua giovinezza aveva pescato con le reti. Eccolo alle prese con i grossi lucci in un lago nord americano.

Per festeggiare i 90 anni dalla creazione del primo artificiale Rapala, la Casa finlandese ha ideato queste confezioni che simboleggiano l’evoluzione produttiva del mitico Rapala floater e che includono un piccolo modello di legno abbozzato, proprio come quello lavorato dal coltello di Lauri Rapala nel 1936. La confezione nella foto comprende, in alto, il modello originale galleggiante nella versione vintage; al centro la versione seguente con colorazione olografica e, sotto, l’ultimo nato di Casa Rapala, il modello Elite, anch’esso in legno di balsa ma reso più robusto dalla scelta di materiali più durevoli.

I festeggiamenti in Casa Rapala per i 120 anni dalla nascita del grande Lauri Rapala.




