In mare la pesca a lancio con le esche artificiali ha trovato una nuova dimensione nella ricerca di calamari e seppie. Stiamo parlando di eging fishing, una particolare disciplina mirata alla cattura dei cefalopodi con imitazioni di gamberi. Si tratta di una pesca divertente e interessante che può essere attuata anche nelle aree portuali o lungo le scogliere artificiali. Non richiede una grande abilità e può quindi essere praticata da tutti

Nata in Giappone, la pesca a eging ha trovato opportunità di diffusione anche lungo le nostre nazionali.
È proprio vero che l’ingegno umano ha escogitato mille astuzie per ingannare i pesci che nuotano in mare, ma… non solo quelli! Lungo le coste e negli abissi vivono anche i cefalopodi, rappresentati da calamari e seppie che sono soliti nutrirsi di piccole esche vive quali i gamberetti. Perché allora non sviluppare delle esche artificiali che imitano questi piccoli crostacei? Ci hanno pensato i pescatori giapponesi che, nell’arte di insidiare i cefalopodi, da loro molto diffusi lungo le coste del Pacifico, che hanno dato vita alla “egi fishing”. I pescatori italiani, da bravi esterofili, non hanno tardato ad apprezzare questa particolare disciplina, adattandola beninteso alle condizioni del Mediterraneo e dei cefalopodi che lo popolano. Nel giro di qualche stagione si è scatenata quindi una vera e propria “febbre del calamaro” che non si è ancora placata e sta portando a sviluppi molto interessanti.

Tutti i cefalopodi sono sensibili al richiamo di una artificiale che imita un gambero.
Pesca 24H
Va detto che questa tecnica si può svolgere in qualsiasi orario. Persino di notte possiamo fare egi fishing con la certezza di incontrare qualche bella preda. Le notti di luna piena, in particolare inducono i branchi dei calamari a spostarsi verso la superficie, rendendoli più facilmente identificabili. Il richiamo del flebile chiarore lunare attiva i cefalopodi che saranno più aggressivi nei confronti della nostra esca artificiale, Alla stessa maniera, se peschiamo nei porti dovremo cercare lampioni sulle banchine o altre fonti luminose che attireranno i calamari proprio sotto i nostri piedi.

Per il polpo nulla di meglio di una totanara di taglia XL strisciata sul fondo.
Totanara esca magica
Nella pesca a eging la scelta dell’esca artificiale fa una grossa differenza tra una sessione ricca di catture e un sonoro cappotto. Oggi possiamo reperire nei negozi svariati modelli dalle dimensioni, peso e colori molto differenti. Troviamo gamberetti finti di cinque centimetri e crostacei transgenici lunghi oltre 15 centimetri. Questi ultimi possono andare bene per insidiare il polpo, mentre per prede decisamente più piccole come i calamari mediterranei o le seppie possiamo stare sui modelli più corti. Le più piccole totanare lunghe qualche centimetro possono inoltre essere indicate quando i calamari non sono particolarmente attivi. In certe occasioni di scarsa visibilità, specie con acqua intorbidita dalla corrente, funzionano meglio le totanare maggiori che, oltre ad essere più visibili, sono anche più pesanti e quindi raggiungono maggiori distanze, permettendoci di localizzare prima i calamari in caccia. È comunque raccomandabile dotarsi di una decina di egi, con prevalenza per la misura da tre pollici (7,5 centimetri) che è più indicata per la gran parte delle situazioni.

La canna da eging è un attrezzo da spinning leggero o medio leggero con potenza di lancio tra 7 e 21 grammi e lunghezza compresa tra 2,10 e 2,40 metri.
La canna da eging
Oggi il mercato offre decine di serie di canne su misura per la pesca dei cefalopodi da terra. Teniamo però presente che l’attrezzo ideale deve avere una lunghezza compresa tra 2,10 e 2,70 metri (7-9 piedi), con azione light o medium-light. Si tratta quindi di attrezzi da lancio leggero o medio leggero, ben bilanciati e che non affaticano braccio e polso anche quando bisogna forzare nel lancio per coprire lunghe distanze. Le totanare classiche sono sempre abbastanza compatte e aerodinamiche, per cui consentono di arrivare lontano senza costringere la canna a grossi sforzi fisici. Importante è la sensibilità del cimino che deve farci percepire le mangiate dei cefalopodi anche quando non sono di taglia. La potenza di lancio deve essere invece compresa tra 5 e 15grammi o, se si usano anche misure più grandi di totanare, 7 e 21grammi.

i mulinelli da eging devono contenere fili sottili, quasi sempre trecciati (braided) nei diametri ridotti, per questo vanno bene i mulinelli da spinning di taglia 2500.
Mulinelli leggeri
Nella pesca a eging il mulinello non è sottoposto a sforzi notevoli data la scarsa forza di trazione esercitata dalle prede e dall’azione di pesca poco gravosa. Per questi motivi deve essenzialmente essere veloce e leggero, caratteristiche che si possono riscontrare senza difficoltà nei modelli di piccola taglia e media fascia di prezzo attualmente in commercio. Per un’attrezzatura mirata, il mulinello ideale potrebbe essere un taglia 2500, che garantisce sufficiente capienza e leggerezza. Trattandosi di una pesca in cui è fondamentale la sensibilità e la distanza di lancio, l’utilizzo del trecciato diventa fondamentale. Dovendo lanciare artificiali molto leggeri e potendo contare sulla scarsa forza opposta dalle prede, è assolutamente consigliabile scegliere un “braided” molto sottile, per massimizzare la gittata e risentire in maniera ridotta degli effetti di vento e corrente che possono risultare deleteri nella gestione dell’esca. Un buon 8 libbre è più che sufficiente per affrontare pescate in tutta sicurezza, e garantisce lanci adeguati anche in condizioni meteo non perfette. Per quanto riguarda la connessione dell’esca, è preferibile usare un terminale piuttosto ridotto (circa un metro) con moschettone di piccola misura.


Ribattezzate “totanare”, le esche da egi sono imitazioni di gamberi, la preda maggiormente ricercata dai cefalopodi.
Le esche da egi
La pesca con gli Egi, ribattezzate totanare dai noi italiani, richiede esche artificiali molto particolari, sono infatti esche molto particolari, che riproducono la forma e il movimento di piccoli pesci o gamberi, e sono dotate di una serie di uncini a corona che servono a trattenere la preda una volta attaccata, al posto delle classiche ancorette che vediamo sugli artificiali da spinning generici. Il peso della totanara determina la sua velocità di affondamento e la sua profondità di pesca. In generale, più la totanara è pesante, più affonda velocemente e più si pesca in profondità. Il peso della totanara dipende dal piombo che è inserito nella sua testa, e che serve anche a mantenere l’esca con il muso verso il basso e la coda verso l’alto. Il peso della totanara è espresso in grammi, e varia da un minimo di 2-3 grammi a un massimo di 40-50 grammi. La scelta del peso dipende dalle condizioni di mare, dalla corrente, dalla profondità e dalla stagione. In generale, si consiglia di usare totanare leggere (da 2 a 10 grammi) in acque basse e calme, totanare medie (da 10 a 20 grammi) in acque medie e mosse, e totanare pesanti (da 20 a 50 grammi) in acque profonde e agitate. Inoltre, si consiglia di usare totanare più pesanti in inverno, quando i cefalopodi si spostano in profondità, e totanare più leggere in estate, quando i cefalopodi si avvicinano alla superficie.

Il recupero della totanara da eging è in realtà un “non recupero”: si lascia che l’esca affondi e tutt’al più ogni tanto si imprime qualche lieve strappetto.
Tecniche di recupero
Dopo avere lanciato si lascia affondare la totanara che avrà una diversa velocità di discesa in base al modello. Le più pesanti (deep) funzionano meglio su fondali importanti di roccia e posidonia, in quanto raggiungono prima i calamari in caccia a breve distanza da questi ostacoli. Durante l’affondamento si dovrà chiudere l’archetto del mulinello per avere il filo teso; capita infatti che i cefalopodi attacchino con l’esca in caduta ed è importante avere sempre un contatto diretto, meglio ricorrendo a un filo trecciato in bobina. Ogni tanto si interrompe l’affondamento con un paio di strappetti per animare l’esca, poi si inizia un recupero regolare. Nel lancio successivo si lascia affondare di più l’imitazione, e così a seguire nei lanci seguenti, fino a scandagliare per bene tutta la fascia d’acqua. Se nulla succede, conviene cambiare colorazione, oppure ricorrere a modelli con una misura o peso diversi. In caso di abboccata bisogna effettuare un recupero deciso, senza ferrare.




