A 40 chilometri dal Passo del Tarvisio, un itinerario multi spot nelle favolose acque pregiate della Carinzia, regno indiscusso di trote, salmoni hucho e temoli. In questo itinerario trovate tutte le informazioni per acquistare i permessi, più alcune “chicche” tecniche da tenere sempre ben presenti quando si affrontano le correnti dei fiumi da temoli austriaci

La pesca a mosca del temolo è una delle arti più nobili tra le tecniche di flyfishing. In Austria, e più precisamente nella bassa Carinzia, possiamo toglierci belle soddisfazioni nella sua ricerca grazie ad alcune riserve gestite ad hoc da una guida di origine italiana, Alberto Gargantini, che è anche un grande esperto di questa disciplina.

Una pesca per intenditori
Nell’immaginario collettivo di chi pesca a mosca, il temolo è un po’ come la trota marmorata per chi pratica spinning: un pesce selvatico, elusivo, difficile da individuare e da “capire” per quanto concerne i gusti alimentari del momento. E sempre più difficile da trovare, almeno se ci riferiamo alle acque italiane, cronicamente inquinate, mal gestite e ora anche siccitose. Per nostra fortuna, poco al di là dei nostri confini ci sono ancora fiumi con consistenti popolazioni di temoli, protetti da legislazioni severe e dove, molto spesso, il flyfishing è l’unica tecnica consentita, Certo, non si tratta del temolo pinna azzurra (Thymallus aeliani) endemismo autoctono del bacino padano, bensì del temolo pinna rossa (Thymallus thymallus), o temolo europeo, tipico dell’Europa centro settentrionale e ancora ben rappresentato, specialmente nei fiumi a carattere torrentizio con buona portata d’acqua e bene ossigenati. E. pur sempre, un signor pesce! Per molti di tali ambienti oltralpe, l’autunno è il periodo migliore per tentare la cattura di qualche bel temolo europeo, specialmente in quei fiumi che traggono origine dai ghiacciai alpini e che dopo due mesi di acqua di neve tornano ad avere acque limpide e basse, perfette per essere affrontate a mosca. Ê il caso della Drava e del suo affluente Möll, entrambi scorrenti nella regione austriaca della Carinzia, a pochi chilometri dal valico del Tarvisio. La Drava è il principale fiume della Carinzia: affluente del Danubio, nasce in Italia presso il passo del Dobbiaco a S. Candido ma riceve gran parte dell’acqua dall’Isel che proviene dal più imponente ghiacciaio austriaco e contribuisce così a rendere quasi impescabile la Drava nei mesi più caldi. Leggermente migliore per quanto riguarda la pescabilità, anche se pure esso alimentato da un ghiacciaio, il più grande delle Alpi orientali, è invece la Möll, affluente della Drava, tra i fiumi austriaci più rinomati per la pesca a mosca. Temoli e trote popolano gli 80 chilometri di acque cristalline di questo stupendo corso d’acqua che a settembre, assieme alla Drava, diventa tra le principali mete di chi vuole migliorare il proprio “personal best” del temolo. In entrambi i fiumi vivono infatti popolazioni di “pinna rossa” capaci di produrre esemplari di grossa taglia, soggetti vecchi e smaliziati che vendono cara la pelle ma che gratificano enormemente chi ha la bravura di farli abboccare. E settembre, assieme a ottobre, è il periodo migliore per invogliare questi big ad attaccare una ninfa o una secca abilmente presentate…

Guida d’eccezione
Per questa occasione ci siamo affidati all’esperienza di Alberto Edoardo Gargantini, che in Drava e Möll pesca fin da ragazzo e dove ha affinato le tecniche di flyfishing più adatte a convincere i grossi temoli. Alberto è responsabile della gestione pesca delle riserve ubicate su questi corsi d’acqua. È quindi costantemente aggiornato sulla situazione pesca di entrambi i fiumi e può fornire preziose informazioni sulle tecniche del momento più indicate o sulle imitazioni che rendono maggiormente. Fornisce inoltre un eccellente servizio guida per chi si avventura per la prima volta su questi stupendi corsi d’acqua. Per il novizio, o per chi non ha esperienza di pesca a mosca sui fiumi austriaci, ha inoltre fondato una comunità per gli amanti del temolo e della pesca a mosca, il Grayling Trophy Club, che fornisce aggiornamenti sulle big catture di temoli da tutto il mondo e offre un servizio guida certificato, oltre a una linea di prodotti totalmente dedicata al temolo e uno shop con offerte imperdibili.

Temolandia in Drava
In Carinzia l’autunno arriva quasi d’improvviso, ce ne accorgiamo da quell’aria frizzantina che porta i profumi tipici della stagione e che dai boschi scendono al fiume. L’acqua velata e fredda di neve è ormai un ricordo estivo, a sostituirla arrivano linfe limpide e un po’ più tiepide che incoraggiano schiuse di insetti di ogni specie. Ciò è vero soprattutto per la Drava mentre invece per la Möll, almeno nel tratto di riserva che andremo a descrivere, il discorso cambia leggermente, complici i cambiamenti climatici e la minore portata che la rendono pescabile quasi tutto l’anno. Se le numerose centrali elettriche dislocate sui fiumi (l’Austria, come l’Italia, ha rifiutato il nucleare e la fonte energetica è in gran parte di origine idroelettrica) non insistono troppo a variare i livelli, la stagione autunnale si caratterizza per livelli stabili e temperature idriche costanti, che ovviamente favoriscono la ricerca del temolo mettendo in attività più frequente anche gli esemplari da foto ricordo. Se per la maggior parte dell’anno si è costretti a ripiegare sulle ninfe, l’autunno offre all’appassionato di flyfishing maggiori possibilità di scelta per quanto concerne le imitazioni, tra le quali anche le secche. Ma anche gli spot divengono più vari e interessanti: dopo svariate settimane di acqua fredda e limacciosa molti tratti di fiume tornano ad esser abbordabili e si scoprono così spot “magici”, prima privi di pesci e ora ricchi di grosse sorprese. È quanto succede nei due tratti di riserva sulla Drava gestiti da Gargantini, per un totale di 10 chilometri (divisi in due tratti) di fiume. In Drava i temoli sono proverbiali, diciamo che le potenzialità di questo fiume sono ancora da scoprire; i temoli dividono questo habitat con l’huco o salmone del Danubio, il loro predatore per eccellenza, ma è presente anche qualche trota iridea selvatica e qualche rara fario. Il tratto in gestione, è quello compreso tra Greifenburg e Spittal. Questo tratto di Drava è caratterizzato da lunghe piane e ghiaieti alternati da zone più incanalate con sponde composte da grosse pietre e prismate artificiali. Dove la corrente si frange contro queste barriere artificiali, la profondità è ovviamente maggiore e anche se il flyfishing risulta molto difficile e complicato bisogna assolutamente pescarci, infatti i temoli più grossi amano le acque profonde e con molta corrente, restando a ridosso dei massi riparati dalle correnti più forti e aspettando che il flusso porti cibo, solitamente costituito da ninfe e larve di effimere e portasassi. In questi tratti di riserva, se si pesca a ninfa conviene usare canne lunghette, da 10-11 piedi, mulinelli caricati con coda del 4-5, finali da 0,16-0,18 millimetri e come imitazioni ninfe classiche e cieche. Se invece si propende per la mosca secca, e saranno i temoli a dimostrarci di avere fatto la scelta tecnica giusta, meglio usare canne da 9 piedi, code del 5-6, finali dello 0,14-0,16 millimetri. In questa riserva la pesca è consentita dal primo aprile al 31 gennaio, consentendo così di concentrare le uscite in autunno che, per i big temoli, è senza dubbio il periodo migliore.

Alternativa Möll
Leggermente diversa la situazione sul principale affluente della Drava, la mitica Möll, sulla quale per regolamento si pesca solo a flyfishing, con un massimo di due mosche, ami senza ardiglione e no kill obbligatorio, di rigore l’uso del guadino con rete gommata o a maglie fini. Nel tratto della riserva in questione, lunga due chilometri e mezzo e ubicata nel tratto finale del fiume prima che si getti in Drava, presso il paese di Möllbrücke, la gestione di Gargantini è improntata al mantenimento della fauna ittica autoctona, con un occhio di riguardo alla popolazione di temoli che, non a caso, è rappresentata da soggetti da record. Oltre a una pesca a numero chiuso, questo tratto di riserva ha inoltre la fortuna di avere una bassissima presenza di canoisti, non essendo un tratto interessante per la pratica di questa attività. Come si è accennato, la Möll rispetto alla Drava offre la possibilità, nel tratto di riserva di Möllbrücke, di pescare bene a mosca per un periodo più lungo. In genere il periodo clou inizia in primavera fino al sopraggiungere del caldo estivo e poi da agosto a tutto autunno. Il tratto in questione è dominato da lunghe lame dove sia il novizio sia l’esperto possono stendere la coda nel migliore dei modi. E dove si può pescare a secca anche tutto il giorno, complici le abbondanti schiuse di insetti; da aggiungere che qui la pesca “in caccia” dà risultati a dir poco eccezionali. In caso (raro) di mancanza di schiuse, si può sempre ripiegare sulla ninfa e relative tecniche, con la certezza di ingolosire qualche temolo da record. Da ricordare che la riserva in questione è stata la prima, in Austria, a consentire la pesca a tenkara e a valsesiana. In definitiva, tutte le tecniche di flyfishing trovano su questo splendido corso d’acqua il loro magic moment e non è male, per chi affronta la Möll per la prima volta, fare la scelta strategica di portarsi l’armamentario per svolgere al meglio tutte le tecniche sin qui menzionate. Saranno poi i temoli, sin dalle prime pose, a dirci quale tecnica e quale imitazione preferiscono nel primo giorno di pesca. Da aggiungere, infine, che in questo tratto finale della Möll il pesce non è strabucato ed è quindi possibile ingannarlo anche ricorrendo a finali non proprio capillari, la qual cosa ci darà una maggiore sicurezza qualora dovessimo incannare il temolo più grosso della nostra vita!

“Secche” autunnali
A dry fly il divertimento è assicurato in autunno, complice il fatto che in questa stagione fiumi come la Drava e la Möll consentono alle varie specie di insetti alati di raggiungere il loro massimo sviluppo. La taglia delle mosche aumenta e quasi ogni giorno, regolarmente, nelle ore centrali più calde, possiamo assistere a spettacolari schiuse: le prime subimago trascinate dalla corrente si possono notare a tarda mattinata, aumentando fino a raggiungere il picco un paio d’ore più tardi quando, a fine schiusa, la superficie delle lame si riempie di spent. In queste ore i due fiumi, che prima apparivano calmi e quasi privi di vita, finalmente si animano, mostrando una frenesia alimentare crescente da parte dei pesci presenti. Dapprima qualche fugace bollata sulle effimere che, ancora rallentate dalla basa temperatura dell’acqua, stentano a staccarsi dalla pellicola superficiale. Poi la caccia prende vigore: in genere sono i baby temoli a muoversi per primi, con l’aggressività e la fame atavica che li caratterizza, soprattutto nelle correntine a margine della vena principale. Bisogna esser pronti a cogliere al volo questa prima fase di attività, anche perché potrebbe durare un paio d’ore o solamente pochi minuti. I piccoli grayling divertono per le loro bollate decise e ci aiutano a capire quale tipologia di schiuse si sta verificando. Le centinaia di ore passate su questi fiumi hanno fatto capire ad Alberto Gargantini che, col temolo austriaco, non esiste una mosca che funziona sempre. Ogni volta occorre trovare l’imitazione giusta e forse in questa continua novità risiede il fascino del flyfishing al temolo. Dopo l’entrata in scena dei “giovincelli” è il momento dei “vecchi” temoli che cominciano a farsi vedere con le classiche gorgate che sono musica per l’appassionato di mosca. Ma visto, come dice Alberto, non vuol dire preso e solo una posa precisa e silenziosa della secca, oltre al tempismo perfetto bollata-ferrata, ci porterà al contatto diretto con un temolo vecchio made in Österreich! A fine schiusa, quando la frenesia alimentare dei temoli tende a diminuire, Alberto ripiega sulla pesca “in dropper”, un sistema divertente ma che richiede tecnica; una mosca secca funge da esca e da indicatore di abboccata abbinata a una piccola ninfa a 50 centimetri di distanza. Cambia il finale, solitamente più corto e lungo sui 3 metri, poiché è sempre meglio avere il controllo del finale per evitare che le due mosche vadano ad impigliarsi, specialmente quando si eseguono lanci lunghi.

Un mese dopo l’altro
Seguendo una presentazione temporale delle imitazioni, al primo posto Alberto mette le emergenti con hackle di gallina o pernice, perfette per la fase iniziale della schiusa. Se è permesso l’uso di due mosche in contemporanea, o se si deve pescare a grandi distanze, Alberto abbina una mosca secca tipo parachute su un bracciolo di 15-20 centimetri a una emergente che viene presentata libera di fluttuare sott’acqua; in questo caso la secca svolge la doppia funzione di esca e di indicatore, Alla base del flyfishing al pinna rossa restano comunque prioritarie le imitazioni di tutte le effimere, in una bella varietà di colori e dimensioni, che tra l’altro permettono ad Alberto di imitare i loro vari stadi di schiusa, subimago, imago e infine spent. Oltre ovviamente a piccole sedge, mini plecotteri e terrestrial (formiche alate) da usare nelle fasi “fuori schiusa”. Il corredo delle mosche da temolo autunnale è tutto qui.
CONTATTI
Alberto Edoardo Gargantini: +43 664 17 36 341
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