La gallinella è un pesce non molto simpatico ai pescatori perché attacca spesso esche dedicate ad altri pesci. Tuttavia nelle taglie maggiori acquista interesse, soprattutto per chi pesca a light drifting

La gallinella (Chelidonichthys lucerna), nota anche comecapone o mazzola, vienespesso considerata una “guastafeste”in quanto a volte si intromettenella pesca ad altri pesci più interessanti,demolendo il bocconein un batter d’occhio. Spesso, infatti,gallinelle anche di piccolissimataglia rimangono all’amo durantela pesca dalla barca allemormore. L’esca, anche se grossa,non riesce ad essere selettivain quanto le gallinelle, pur essendopiccole, hanno una bocca relativamentegrande che gli consentedi ingoiare anche bocconivoluminosi. Nelle taglie maggiori,invece, la gallinella è una predadiscretamente interessante,tale da aver fatto sviluppare tecnichedi pesca specifiche. La pescacostiera alla gallinella inizia nellatarda primavera, ma il periodo miglioreper prede di discrete dimensioniè quello autunnale.

La gallinella che vive nel Mediterraneo si riconosce facilmente per la struttura della testa e per l’abitudine a vivere su fondali sabbiosi, dove se ne sta acquattata in attesa di una preda.
FACILE DA RICONOSCERE
La gallinella fa parte dell’Ordine degli Scorpaeniformes e della Famiglia dei Triglidae. Si riconosce facilmente per la testa grande e massiccia con un muso ben visibile e sporgente, la spina sull’opercolo branchiale non è molto grande. Il profilo della fronte è dritto, non incavato. Le pinne pettorali sono ampie e di color nero-blu con disegni blu elettrico vivace e una macchia nera all’attaccatura. La linea laterale è evidente, ogni squama sulla linea laterale ha un dentello rivolto indietro. La colorazione del corpo è brunastra o rossiccia suldorso mentre sui fianchi vira sul rosa salmone. Il ventre è bianco. Raggiunge i settanta centimetri di lunghezza. È presente nell’Oceano Atlantico orientale, dall’Irlanda al Marocco, e nel Mar Mediterraneo. Le gallinelle dell’Adriatico sono leggermente più grosse di quelle pescate negli altri mari italiani. Vive su fondali da 20 a 200 metri di profondità, generalmente sabbiosi o fangosi. Pesce di fondo, si ciba soprattutto di crostacei che caccia sui fondali sabbiosi. La riproduzione inizia nei mesi invernali, di solito a dicembre e si protrae fino ad aprile.

La gallinella è nota per la sua tremenda voracità: anche i soggetti più piccoli mangiano bocconi giganteschi destinati a pesci più grandi e sportivamente più interessanti.
PESCHIAMO LA GALLINELLA A SCARROCCIO
Una tecnica che funziona bene per tentare la gallinella sui fondali è la pesca a scarroccio sottocosta. La distanza da riva varia da qualche centinaio di metri a 1-1,5 miglia, le canne saranno lunghe circa tre metri mentre la lenza madre sarà costituita da nylon dello 0,20-0,25. Il terminale, lungo più di un metro e dello 0,18-0,22, dovrà essere sempre di diametro inferiore alla lenza madre. Completano la montatura una girella con moschettone, tubetto salva nodo (0,5 cm), piombo scorrevole tra 20 e 50 grammi. La tecnica non è particolarmente difficile in quanto una volta effettuato il lancio a poppa della barca, si rilascia un po’ di filo in modo che il peso si trovi ad una trentina di metri dalla barca. Si chiude l’archetto, si appoggia la canna nel pozzetto del natante e si scarroccia con un occhio ai movimenti del cimino. La gallinella, a differenza delle mormore, non strattona il cimino con le sue testate, ma provoca un appesantimento sulla lenza e il ritorno del cimino nella posiziona eretta è più lento e non completamente disteso. Se vi sono piante acquatiche sul fondo e non sono tante al punto di farci spostare in zone migliori, sarà importante ogni tanto dare alcuni leggeri strattoni per alzare il piombo dal fondo e allontanare le alghe dalla nostra attrezzatura pescante. Sono questi strattoni, con il rilascio successivo di qualche metro di lenza che, spesso, provocano l’abboccata.

Quando raggiunge la costa la gallinella può essere pescata anche da riva con la tecnica dello spinning. Esche di gomma che imitano vermi di fondo possono dare catture a ripetizione.
IN DERIVA SOTTOCOSTA
Lo scarroccio deve avvenire parallelamente alla linea costiera. Una volta individuata la presenza delle gallinelle e la loro distanza dalla costa, la corrente o il vento ci permetteranno di permanere nella zona e di percorrerla per la sua lunghezza. Quando lo scarroccio diminuisce anche le allamate si fanno meno frequenti, sia perché si percorre meno mare sia perché le nostre esche sono facile preda dei granchi. Il libeccio, essendo un vento di terra, permette di fare una pescata nel sottocosta. Nel periodo autunnale, anche tardo, se la stagione è clemente è frequente la cattura di gallinelle di ottime dimensioni per la pesca costiera, con esemplari che arrivano anche a 500-600 grammi.

SCEGLIAMO LE ESCHE
Non ci sono particolari problemi nella scelta delle nostre esche in quanto le gallinelle sono di bocca buona, l’importante è invece che l’esca tenga bene l’amo, soprattutto se lo scarroccio è forte. Possiamo scegliere fra la tremolina, muriddu, coreano, arenicola, striscioline o pezzi di tentacoli di calamaro, seppia o ancora striscioline di sgombro o aguglia. Da un po’ di tempo sul mercato sono disponibili esche artificiali di diversa colorazione, fattura e materiale; i più diffusi sono i giapponesi Bioworms, efficaci sia soli sia in abbinamento con esca naturale di dimensioni più ridotte, ora affiancati anche dai micidiali Biosticks.




