L’aguglia nuota in tutto il Mediterraneo e, oltre a essere comune, si riconosce facilmente per il lungo becco munito di piccoli denti. E’ un predatore a tutti gli effetti e caccia piccoli pesci di banco riunendosi in gruppi di numerosi soggetti

L’aguglia è un pesce osseo allungato e argenteo, caratterizzato da un lungo “becco” (mascella e mandibola) e ossa di colore verde-azzurro, che vive in banchi nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, nutrendosi di piccoli pesci come sardine e acciughe, e si avvicina alla costa in primavera per la riproduzione.

CHI È L’AGUGLIA. Belone belone è il nome scientifico dell’aguglia. Appartiene all’Ordine Beloniformes e alla Famiglia Belonidae. La forma è affusolata, quasi anguilliforme, con pinne posizionate nella parte posteriore. L’aguglia presenta un becco corneo con mandibola più lunga della mascella, molto flessibile. Lo scheletro è di colore verde-azzurro. La livrea è di un semplice grigio argenteo, scuro sul dorso e quasi bianco sul ventre. Raggiunge una lunghezza di 90 centimetri e il peso di poco superiore al chilogrammo. È un pesce pelagico che ama la compagnia e lo si incontra in branchi di parecchie decine di individui. Il suo ambiente naturale è l’alto mare, ma in estate, quando depone le uova, si avvicina alla costa e può essere così frequentemente insidiata con la canna. Naturalmente, le zone dove è più facile vederla sono le secche lontano da riva e le scogliere che precipitano nel blu, basta che l’acqua sia limpida e non inquinata. Si trova comunemente nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, nelle zone costiere intorno alle isole Canarie, Azzorre, Madera e Capo Verde, nonché nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Durante il periodo degli amori abbandona il branco e forma coppie aggirandosi sotto la superficie, mimetizzandosi in modo stupefacente con gli spruzzi delle onde. Le uova si attaccano alle piante acquatiche del fondo tramite filamenti.

Come tutti i Rostrati, l’aguglia è un predatore in miniatura: sue prede sono i piccoli pesci che insegue tramortendoli poi con il rostro prima di ingoiarli.
HABITAT: PELAGICO E LITORANEO. L’aguglia è un pesce facile da trovare. La sua presenza nei tratti di mare è segnalata da bollicine sulla superficie del mare. Sui litorali dove avviene il raggruppamento di aguglie, nel periodo che va dalla tarda estate fino ai primi di novembre, i pescatori da terra armano le loro canne e lanciano le esche verso il mare alla ricerca di divertimento, di una buona frittura o di vivo da usare dalla barca. La localizzazione dei pesci è piuttosto facile; infatti, nei loro spostamenti che avvengono di solito appena sotto la superficie, provocano sull’acqua semicerchi che si intersecano fra loro e risultano ben avvertibili anche agli occhi di un neofita. Va da sé che per riuscire a localizzare le zone dove si muovono, il mare deve essere particolarmente calmo. Per questo motivo, le ore migliori per la pesca sono quelle del primissimo mattino con la brezza da terra, oppure quelle del tardo pomeriggio quando il mare è pressoché piatto.

L’ambiente ideale per le aguglie sono le sponde rocciose con discreta profondità, dove questi pesci si avvicinano soprattutto in occasione della riproduzione, che avviene in estate.
DIFESA ACROBATICA. L’attacco dell’aguglia non è entusiasmante, soprattutto considerata la taglia media non certo eclatante di questo predatore; potremo però apprezzare la sua acrobatica difesa che dura piuttosto a lungo. Anche a causa della ridotta apertura della bocca, non sempre questo piccolo predatore riesce ad afferrare bene l’artificiale e a rimanere agganciato, perciò dobbiamo mettere in conto che parte degli attacchi non andranno a buon fine. Durante il recupero del pesce, comunque, conviene tenere alzata la vetta della canna per impedire che lo spezzone di filo appena sopra l’artificiale finisca all’interno del “becco” e possa spezzarsi al contatto con la dentatura aguzza e sottile dell’aguglia.

PROVIAMO A BOLOGNESE. Per le esche naturali va benissimo una canna telescopica bolognese ad azione leggera o medio leggera, lunga dai 4 ai 5 metri, alla quale dovremo abbinare un mulinello 2500-3000, contenente almeno cento metri di un ottimo nylon dello 0,18-0,20. Al termine del filo legheremo una girellina con moschettone, il quale va fermato in un apposito foro, situato all’estremità superiore di un galleggiante cilindrico piombato da 10 grammi, realizzato in plastica trasparente. Dall’anello della girella, si stacca anche il finale composto da 100- 150 centimetri di monofilo dello 0,15-0,18, che non porterà zavorra e sarà armato con un amo cromato storto del numero 14-10. L’esca più redditizia per le aguglie è un’argentea strisciolina di pelle di pesce (può essere la stessa aguglia) con attaccata un po’ di carne. Va bene anche la sardina freschissima. Per montarla nel modo giusto, occorre passarla un paio di volte con l’amo e fermarla facendo un cappio con la lenza intorno all’estremità alta della striscia. Una validissima alternativa è il bigattino: tre o quattro larvette che si muovono appena appuntate sotto pelle sono un’attrazione irresistibile. Inoltre, per rendere più visibile e attirante il boccone, si lega con un nodo semplice subito sopra l’amo innescato, una strisciolina di brillante stagnola.

A spinning l’azione di pesca si svolgerà a pelo d’acqua o, al massimo, entro i due metri dalla superficie. Imprimendo piccoli e costanti colpi con la canna, l’artificiale assumerà un andamento irregolare, fatto di scatti e guizzi continui di fronte ai quali l’aguglia reagirà quasi istintivamente; a volte potremo persino assistere a spettacolari inseguimenti di gruppo.
SPINNING LEGGERO. Una tecnica molto dinamica e divertente è lo spinning leggero. Dalla costa servono canne tra 8 e 9 piedi (2,40-2,70 metri) per lanciare gli artificiali a distanza e gestire le catture anche da spot scomodi e sopraelevati come la scogliera. Servono attrezzi piuttosto leggeri e sensibili, con mulinelli di taglia medio-piccola caricati con fili di diametro compreso fra 0,22 e 0,28. Tra le esche artificiali, l’ondulante è la più redditizia per l’aguglia: in primis perché si lancia lontano grazie all’alto peso specifico, poi per il movimento e la capacità di lavorare negli strati d’acqua superficiali; meglio i modelli dai colori argentati e con sfumature azzurre. Ma la guizzante aguglia è attratta anche da cucchiai rotanti e minnow, preferibilmente nelle misure 1 e 2, con paletta allungata color argento, corpo zavorrato e magari con l’aggiunta di una piuma bianca sull’ancoretta. I minnow, invece, dovranno avere paletta e colorazione di fondo cromata piuttosto vistosa, da scegliere nelle taglie 5-7 centimetri e nelle forme più affusolate per essere afferrati più facilmente dall’aguglia. sempre di dimensioni contenute. Ultime ma non ultime, le imitazioni gommose di piccoli pesci con amo singolo e testa piombata, facili da lanciare anche a lunghe distanze.




