Nome scientifico Umbrina cirrosa, l’ombrina è davvero un pesce fantastico, sia da pescare sia da cucinare e gustare. Possiamo incontrare l’ombrina lungo la spiaggia o vicino alle foci, anche in acqua poco profonda. L’interno della sua bocca è spesso giallo dorato, ecco perché in tanti lo chiamano “boccadoro”

Così come la “cugina” corvina, l’ombrina non è certo fra i pesci più noti dei nostri mari, eppure il “boccadoro” non sta mai troppo distante da riva, per lo più in acque poco profonde: per i subacquei è un graditissimo incontro, possibile anche senza le bombole, e sono tanti i pescatori sportivi che aspettano fiduciosi l’abboccata dell’ombrina lungo le spiagge e nei pressi delle foci, di giorno come di notte e, soprattutto, quando il mare è sporcato da fango o residui di mareggiata.
Localmente l’ombrina è nota anche con il nomignolo di “boccadoro”, perché l’interno della sua bocca risulta spesso di colore giallo dorato. In ogni caso l’ombrina, o “boccadoro”, è proprio un gran bel pesce (e che pesce!): può raggiungere la lunghezza di 1 metro ed è contraddistinto da una brillante livrea argentea, solcata da striature oblique dai riflessi giallastri e azzurrognoli alternati su dorso e fianchi.

Solitario e schivo, questo bel pesce nasconde qualità eccezionali a pesca e in cucina

Un grosso esemplare di ombrina pescato dalla spiaggia.
Grufolando nella sabbia
Trattandosi di un pesce grufolatore, ovvero che cerca il cibo sul fondo, spesso spostando la sabbia con il muso e mai troppo lontano da riva, le tecniche di pesca sportiva per catturare con successo l’ombrina sono il surf casting, specie nella sua variante light (con lenze e attrezzature leggere), e il beach ledgering, ovvero la variante “marina” della pesca in acqua dolce con lenze e attrezzature da feeder. Più raro è catturare l’ombrina sottocosta con il bolentino, oppure trovarsi a duellare con qualche esemplare, solitamente giovane, all’altro capo della lenza da bolognese o comunque nella pesca con il galleggiante, a patto che l’esca sia presentata a contatto del fondo. Per quanto riguarda la pesca professionale, l’ombrina viene catturata soprattutto in primavera e in estate con reti a strascico e reti costiere da posta come tramagli e sciabiche, oltre che con le lenze di profondità come i palamiti.

Giovane ombrina pescata da terra con il galleggiante.

In notturna potremo continuare a insidiare le ombrine: in estate mangiano anche in piena notte!
L’ombrina nel piatto
Le carni dell’ombrina, particolarmente delicate e apprezzate, sono simili a quelle della spigola, o “branzino”, anche se il “boccadoro” non è così facile da trovare e costa parecchio di più: il consumo di questo pesce è adatto anche alle diete leggere, poiché le sue carni contengono pochissime calorie e costituiscono un’ottima fonte di proteine e sostanze benefiche tra cui grassi cosiddetti “buoni” come gli Omega 3, vitamina D e alcune vitamine del gruppo B, oltre a zinco, fosforo e rame.

Se abbiamo il palato fine possiamo trovare sui mercati l’ombrina tutto l’anno: fresca o congelata, affumicata, salata ed essiccata.

L’ombrina fa un figurone cotta alla brace, al forno e al vapore, condita semplicemente con olio extra vergine d’oliva e sale. Infine, ottima l’idea di cucinare l’ombrina all’acqua pazza, alla piastra e anche fritta in pastella.
Ombrina (Umbrina cirrosa): dove vive, come vive, cosa mangia, come si riconosce e altre curiosità
Nome scientifico: Umbrina cirrosa (Linneo, 1758).
Nomi comuni: ombrina, boccadoro, corvo, corvello, corvetto, umbrina (Gran Bretagna), loumbrino, daine, dainès (Francia), rophós (Grecia), corbell, corbinada, gurbiyà (Spagna), loumbrino, caino, chràu, rabanenco (Germania).
Dimensioni: lunghezza, fino a 100 cm; peso, fino a 12 kg.

Distribuzione: oltre che nel Mediterraneo, lungo tutte le coste italiane, l’ombrina si trova anche nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico orientale, dal Golfo di Guascogna al Senegal; nel Mar Rosso è penetrata attraverso il Canale di Suez, compiendo quindi una migrazione inversa rispetto a tante altre specie come le caraibiche, migrate nel Mediterraneo a causa del riscaldamento dei nostri mari.
Segni particolari: corpo allungato con ventre piatto e dorso arcuato; due pinne dorsali, la prima è più alta e la seconda è più lunga; la pinna caudale finisce tronca. Caratteristiche la testa massiccia dalla bocca piuttosto piccola, rivolta leggermente verso il basso a causa del labbro superiore sporgente, e la presenza di un corto barbiglio sotto il mento; la colorazione dorata all’interno della bocca spiega anche l’appellativo di “boccadoro”.

Chi è: appartenente alla famiglia dei Scienidi, così come la corvina alla quale assomiglia, l’ombrina è un pesce osseo dalle abitudini sedentarie che vive solitario o in piccoli gruppi grufolando sul fondo alla ricerca di cibo. Le carni dell’ombrina sono molto magre e apprezzate per le caratteristiche organolettiche sono molto richieste e ben pagate sul mercato e questo negli ultimi anni ha dato sviluppo alla sua acquacoltura, ovvero all’allevamento di questa specie che, oltretutto, ha un accrescimento piuttosto rapido.

Dove vive: in acque basse o non molto profonde su fondali prevalentemente sabbiosi mai troppo distanti da riva, come lungo le spiagge e nei pressi delle foci di fiumi e canali dove, essendo una specie euralina, penetra volentieri così come nelle lagune salmastre; si trova anche sulle secche, fino a 30-40 metri di profondità, dove vive fra le rocce come la parente corvina.
Cosa mangia: invertebrati che scova nella sabbia o nella ghiaia tra cui vermi, crostacei e molluschi, soprattutto cannolicchi, ed echinodermi come cetrioli di mare, ricci e piccole stelle marine.
Curiosità: quando è riunito in piccoli branchi riprodursi o cercare il cibo, in particolare in estate, spesse volte questo pesce produce, attraverso la contrazione di un muscolo collegato alla vescica natatoria, caratteristici suoni udibili anche a una certa distanza durante le immersioni. Gli esemplari di ombrina maturano sessualmente intorno ai 40 centimetri di lunghezza e la riproduzione ha luogo da maggio ad agosto; fino alla lunghezza di 3 centimetri i giovani sono di colore nerastro con pinne bianche.
Valori nutrizionali dell’ombrina per 100 g: 8 kcal, 17,00 g proteine, 0,70 g grassi, 0,80 g carboidrati.

Giovane ombrina pescata dalla spiaggia al tramonto.




